23 giugno 2020 ~ 0 Commenti

2020, meno 20.

Meno 20%. È questa la stima previsionale che il Centro studi di Cosmetica Italia fa, attraverso Gian Andrea Positano. Meno 20% sul comparto cosmetico in Italia. Questo non vuole essere un post pessimista o addirittura catastrofico. Se leggiamo le cifre dell’economia italiana, anzi, questo meno 20 è tutto sommato discreto. Il meno 90 che si registra ad esempio nel comparto alberghiero fa venire i brividi. Certo, la farmacia italiana è riuscita in questo periodo a non crollare, anzi molto meno di altri ha subito perdite, se le ha subite. Ma per quanto riguarda i nostri amati cosmetici, che ricordiamo essere sul podio delle prime tre attività economiche del Paese, è e sarà un grosso problema. Per noi, che abbiamo puntato così tanto su questo settore negli anni, per colmare le perdite del Servizio Sanitario Nazionale e per le aziende che comunque, e in qualche modo, dovranno continuare a sostenerci. Peccato che nel mondo profumeria, farmacia, erboristeria, sempre di più le aziende hanno bisogno del mercato on-line per sopravvivere. Spedizioni gratuite, prodotti in sconto, confezioni esclusive per chi compra via internet. Allora che ne sarà di noi, quando a dicembre troveremo i nostri magazzini pieni di solari, e altri prodotti che avremmo dovuto vendere nella stagione estiva? Uno dei primi passi che sicuramente cambierà e non di poco, sarà la radicale modifica della modalità di stoccaggio e pagamento. Non è infatti credibile che passeremo un altro anno acquistando centinaia, se non migliaia di solari, con rischio di pagarli e ritrovarceli lì sul gruppone a fine stagione. E poi anche i rapporti con le aziende andranno calibrati a seconda di come si vorranno comportare con noi, puntando più su un negozio fisico o lasciando carta bianca ai loro Shop on-line. Questo, lo dico subito, sarebbe un errore da parte delle aziende che prima puntavano sull’ appoggio delle farmacie: i clienti, dopo il lockdown, sono tornati da noi, hanno bisogno di vedere le nostre facce anche sotto le mascherine. Sono stati fin troppo tempo attaccati a quei computer e ora c’è bisogno di ricreare un rapporto umano. C’è meno capacità di spesa, questo è vero, ma dovremo adattarci tutti anche a questa situazione: sarà necessario pertanto abbassare i prezzi proprio come Conte vuole abbassare l’IVA. Abbiamo il dovere di essere vicini ai nostri clienti anche se questo comporterà marginalità molto basse per noi, (che comunque devono consentirci di sopravvivere). Acquistiamo meno, acquistiamo meglio, facciamo sentire la nostra vicinanza al cliente con prezzi equi e ribassati. Solo così, secondo me, quel meno 20 potrà essere solo un brutto ricordo già l’anno prossimo.

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