29 novembre 2018 ~ 0 Commenti

Aziende al supermercato: seconda parte

Buongiorno a tutti, oggi continuo a parlare di aziende che fino a pochi anni fa erano esclusiva della farmacia e che pian piano si stanno trasferendo non solo nelle parafarmacie, ma anche nei Corner dei supermercati (sempre parafarmacie quindi) e anche, fisiologicamente, online.

Ne parlo perché l’articolo di lunedì ha suscitato molti commenti e alcuni dissensi neanche troppo velati. Vi riporto alcuni di questi commenti dalla pagina Facebook di Farmacista33:

Leggete quanta amarezza e quanto sconforto ci possa essere nei colleghi, che vedono questa fase critica e molto complicata di mercato in maniera pessimistica.

Voi avete ragione, pienamente ragione ad essere sconfortati e agitati per questi meccanismi che comportano per noi scelte, cambiamenti, a volte anche radicali, come quello di cedere la nostra attività perché non abbiamo più strumenti per continuare a lottare contro strutture più grandi e più potenti di noi.

Le scelte non sono tante, arrivati a questo livello di concorrenza. O vendete la farmacia, e con l’ingresso dei capitali c’è da scommettere che non facciate grande difficoltà a trovare acquirenti. O vi associate , e per questo vi consiglio caldamente di prendere in considerazione Sistema Farmacia Italia, per tante ragioni ma una su tutte il fatto che Federfarma abbia messo il servizio come fulcro dell’attività del farmacista, oppure rimanete indipendenti, continuate a lamentarvi, e a credere di essere quelli che fanno le scelte migliori, da soli.

Per completezza vi riporto la risposta che ho dato alla dottoressa Viviana:

Ve lo ripeto, e ve lo dirò credo tante altre volte. Finché avete il prodotto come centro del vostro pensiero, vuol dire che siete fermi a un modello di farmacia che purtroppo è già nel passato. Tutto quello che vendiamo, tranne i farmaci, non sono un’esclusiva nostra. Togliamocelo dalla testa. La battaglia si combatte su un altro livello.

Vi do ragione, ci sarà sempre chi sceglierà il prezzo come leva di acquisto, ma credetemi, non lo faranno tutti: di sicuro, dottoressa Viviana, non quel 96% di cui parla lei. Le persone, sempre più spesso, hanno bisogno di persone. Non di un clic o di un prezzo basso.

Ribaltiamo per un attimo la situazione: Esselunga, o Conad che sia, potrebbe pensare ” sarà difficile vendere fiale per capelli alla signora Maria mentre è in giro con il carrello e i due figli a cercare i biscotti per la colazione” . Però le fiale le propone lo stesso , e per attirare la signora Maria ovviamente utilizza la leva sconto.

Invece in farmacia la signora Maria ci arriva con l’esigenza, con la mente proiettata a comprare qualcosa per un problema specifico. È lì che noi facciamo la differenza, è lì che dobbiamo intercettare il cliente. In quella fase, non c’è più il prezzo come leva decisionale. La differenza la facciamo noi. E come recita Conad…persone oltre le cose. Questo vale anche per noi, anzi, a maggior ragione vale per noi.

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