25 febbraio 2019 ~ 2 Commenti

Cortisone sulla pelle: un abuso alla stregua degli antibiotici

Quante volte di capita di evadere ricette che riportano un preparato con cortisone ad uso topico? Provate a farci caso, in una giornata, a quante prescrizioni, al 90% del medico di base, richiedono l’utilizzo di creme cortisoniche. E a voi vorrei chiedere quante volte domandate al cliente se conosce l’utilizzo del cortisone sulla pelle e se il medico ha spiegato che l’utilizzo, tranne in casi specifici, va limitato ad un periodo di tempo determinato, per non incorrere in sensibilizzazione e fragilizzazione della pelle, che comportano un danno ulteriore anziché risolvere il problema primario.

Troppo spesso infatti il cortisone viene utilizzato come rimedio d’emergenza, e questo ci sta anche ovviamente, ma i pazienti non sanno che l’utilizzo prolungato di questi preparati comporta una diminuzione netta delle difese cutanee.

E allora continuano, ad esempio in caso di dermatite e prurito, ad utilizzare quantità molto spesso esagerate di prodotto, più volte al giorno, ottenendo come risultato un mezzo disastro.

Questo è il caso in cui il farmacista del banco può davvero fare la parte del leone e assumersi la responsabilità di conoscere i cosmetici funzionali, ovvero il dermocosmetico, quello che dovrebbe essere associato all’utilizzo proprio di quel cortisone prescritto dal medico.

Anche perché, vi faccio notare un’altra cosa, nella prescrizione del medico c’è solo la crema cortisonica, non c’è una alternanza con una crema cosmetica, che sarebbe invece indicata nel caso di dermatite e di irritazione di origine sconosciuta ad esempio.

Così come una detersione di base delicata andrebbe associata all’utilizzo di una crema con attivi farmacologici e soprattutto, non dovrei neanche dirvelo, piuttosto che curare il sintomo, occorrerebbe innanzitutto indagare da dove deriva la reattività della pelle, perché ricordiamocelo sempre, c’è un elemento scatenante per cui la pelle ci parla e entra in una fase di allarme.

Facciamo quindi sempre domande al nostro cliente, non limitandoci a evadere una semplice ricetta. Timbrare e tarriffare la ricetta, emettere lo scontrino, mettere in un sacchettino il prodotto, e dire buongiorno e grazie non basta certo per essere un bravo farmacista.

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