21 settembre 2018 ~ 0 Commenti

Idratanti cutanei: la pelle chiede da bere

Non basta bere acqua per idratare la pelle. Questo cerchiamo di farlo capire a chi crede di eliminare l’utilizzo di un cosmetico idratante a favore di una bottiglietta d’acqua in più durante la giornata. Non siamo fatti del 90% d’acqua come ha recentemente affermato il ministro Di Maio, e il contenuto di acqua presente sull’epidermide è fisiologicamente trascurabile rispetto all’acqua contenuta nel derma, ne rappresenta Infatti solo il 10 15% in peso e può ulteriormente calare in caso di pelle molto secca.

Si parla di xerosi quando la disidratazione diventa visibile, ovvero possiamo notare una pelle molto molto opaca e addirittura esfoliata. Se vogliamo poi fare una diagnosi più accurata, ricordiamoci che una pelle secca al tatto risulta poco morbida e poco elastica. Dopo il contatto con l’acqua del lavaggio, la pelle secca risulta ancora più ruvida e si arrossa con estrema facilità.

La secchezza della pelle, a livello fisiologico, è dovuta al contenuto idrolipidico basso: in particolare il fattore idratante naturale nmf presente nel film idrolipidico è molto basso nella pelle secca. In generale però la pelle molto secca risulta povera anche di tutta la componente lipidica e di ceramidi. Queste ultime in condizioni fisiologiche riempiono gli spazi tra le cellule degli strati epidermici superficiali e contrastano la perdita fisiologica di acqua attraverso l’epidermide (TEWL, trans epidermal water loss).

I cosmetici idratanti, pertanto, possono agire in tre modi, per ripristinare l’idratazione cutanea fisiologica: creando occlusività, e in questo caso si parla di idratazione indiretta; integrando il film idrolipidico, sempre con idratazione indiretta; con l’idratazione diretta, modificando chimicamente il contenuto dell’acqua dell’epidermide.

L’idratazione indiretta si ottiene con sostanze quali la vaselina bianca filante e l’olio di paraffina liquida, che hanno un effetto barriera in grado di trattenere l’acqua riducendo l’evaporazione. Per integrare il film idrolipidico si impiegano sostanze idrofile e lipidiche in grado di arricchire la composizione e lo spessore del film: tra le sostanze adatte ci sono le micro molecole, ovvero sali minerali, zuccheri, glicoli, aminoacidi, urea, allantoina. Ci sono anche macromolecole, ovvero proteine e idrolizzati proteici, oligosaccaridi e polisaccaridi.

Le sostanze che modificano il contenuto di acqua dell’epidermide sono gli alfaidrossiacidi, che legano le molecole di acqua contenuta nel cosmetico alla cheratina cutanea, attraverso legami chimici forti, rendendo la pelle idratata è particolarmente elastica. Gli alfaidrossiacidi più usati sono acido glicolico, lattico, malico, citrico, tartarico, mandelico, piruvico.

Ad oggi altri idrossi acidi importanti sono i poli idrossiacidi, principalmente il gluconolattone e acido lattobionico, che regolarizza il processo di cheratinizzazione e quindi promuove il turnover cutaneo.

Fonte: Come sono fatti i cosmetici (edra)

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