20 marzo 2014 ~ 0 Commenti

Idratazione occlusiva: buona o cattiva?

Quando si parla di sostanze cosmetiche idratanti si deve fare una distinzione, tra quelle che integrano il film idrolipidico idratandolo appunto, quelle che modificano chimicamente l’acqua dell’epidermide e le sostanze che creano occlusività.

Creare occlusività significa applicare sulla pelle sostanze in grado di non far evaporare l’acqua come avviene nei normali processi fisiologici ovvero nella perspiratio insensibilis. Questo metodo occlusivo permette alla pelle di trattenere acqua con un effetto ‘idratante indiretto’.

L’occlusività in cosmetica si ottiene con gli idrocarburi derivanti dalla raffinazione del petrolio, ovvero VASELINA BIANCA FILANTE e OLIO DI PARAFFINA LIQUIDA (INCI: PETROLATUM, PARAFFINUM LIQUIDUM).

Oggi la cosmesi moderna e naturale tende ad eliminare totalmente questi derivati del petrolio anche se ancora alcuni famosi dermatologi americani sostengono che la paraffina sia la sostanza idratante più efficace.

I vantaggi degli oli minerali sono molti in effetti: queste sostanze sono inodori, incolori, chimicamente stabili e inerti. E, non da ultimo, costano pochissimo. Trovano indicazioni in moltissime creme e preparati farmaceutici ad uso topico, nelle creme barriera ed anche per le emulsioni base destinate alle pelli intolleranti. Sono ingredienti descritti nella FU e ciò garantisce un elevato grado di purezza cosmetica ( cosmetic grade).

Gli svantaggi? Altrettanti. Sono derivati dal petrolio e come tali non sono ingredienti naturali. Creando una sorta di pellicola sulla pelle impediscono la traspirazione naturale della pelle.

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