29 marzo 2021 ~ 0 Commenti

Pelle e intestino, lontani o vicini?

Ne parliamo con il Dott. Alessandro Colletti, Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università di Torino, Responsabile macroregionale della Società Italiana di Nutraceutica 

Fino a qualche decennio fa l’intestino era considerato come un organo a sé stante, non si conosceva quasi nulla sul microbiota intestinale e ancora meno delle sue relazioni con lo sviluppo di malattie extra-intestinali. Oggi, sappiamo che esiste una correlazione fra la disbiosi intestinale ed il rischio di sviluppare malattie extra-intestinali tra cui anche malattie dermatologiche croniche come la psoriasi, la dermatite atopica e le malattie autoimmuni come la vitiligine e l’alopecia areata. Esiste infatti una relazione fra la disbiosi, il rischio di leaky gut syndrome e l’infiammazione di basso grado sistemica, alla quale si associa un aumentato rischio di malattie dermatologiche come quelle menzionate oltre all’acne, la dermatite seborroica, la rosacea e la pitiriasi versicolor.

In tal senso, l’utilizzo della dermobiotica associata alla dieta, ha dimostrato di migliorare significativamente alcune condizioni come la dermatite atopica, la psoriasi e l’acne. Fra i ceppi probiotici più studiati vi sono il Lactobacillus plantarum PBS067, il L. reuteri PBS072 e il L. rhamnosus LRH020.

Sempre più persone soffrono di problematiche cutanee con manifestazioni di arrossamento, prurito, comparsa di vescicole o puntini, senza avere ben chiara la causa. Può essere di origine alimentare? 

Lo stile di vita ha un impatto estremamente significativo nell’insorgenza di fattori di rischio e malattie, ed in tal senso, le problematiche cutanee non fanno eccezione.
Sembra infatti che una dieta a ridotto tenore di zuccheri semplici, grassi saturi,  transesterificati ed alcool, ma ad alto contenuto di polifenoli riduca il rischio di alcune problematiche dermatologiche o ne migliori il quadro clinico. Certamente nuovi studi d’intervento sono necessari per evidenziare l’impatto di alcuni alimenti specifici e nutraceutici su problematiche specifiche come l’acne, la dermatite seborroica o la rosacea.

Qual è il comportamento migliore da seguire in questi casi?

Certamente il fai da te è da condannare, in quanto si rischiano danni più o meno gravi a seconda della problematica e dei periodi di trattamento più o meno prolungati. Bisogna affidarsi alle competenze di uno specialista, innanzitutto un dermatologo che faccia diagnosi e poi ad un farmacista che sappia indicare eventuali ausili nutraceutici e cosmetici che possano supportare le terapie convenzionali. Eventualmente, in aggiunta alle terapie convenzionali, cosmetiche e nutraceutiche è possibile affidarsi ad un dietologo o nutrizionista per l’elaborazione di un piano dietetico personalizzato.

Il cambio di stagione può favorire queste problematiche? 

Il cambio di stagione può avere un impatto significativo sul benessere della pelle. Alterazioni climatiche infatti, associate ad altri fattori ambientali tra cui lo stress o il fumo di sigaretta possono favorire alcuni processi infiammatori e lo stress ossidativo legato all’invecchiamento, esacerbando l’insorgenza di alcune condizioni infiammatorie della pelle. A tal proposito, le indicazioni cosmetiche e nutraceutiche diventano una buona arma per prevenire alterazioni cutanee o ridurre la gravità di determinate manifestazioni come l’acne o la pitiriasi.

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