11 gennaio 2021 ~ 0 Commenti

Pelle e mascherina dopo quasi 12 mesi di utilizzo.

Ormai ci siamo abituati a incontrarci guardandoci solo negli occhi senza vedere l’espressione completa del volto, ma si è abituata anche la nostra pelle?

Ogni tanto sento qualcuno affermare che sotto alla mascherina la “pelle non respira”, beh volevo darvi la notizia, certa, vi assicuro, che la pelle non respira mai. La pelle infatti traspira, vediamo cosa significa. Attraverso la nostra cute passa acqua in forma di vapore, essa attraversa gli strati cutanei di cellule superficiali e procede verso l’esterno: piccoli quantitativi di acqua lasciano la pelle attraverso un meccanismo impercettibile, continuo, passivo e non controllabile chiamato perspiratio insensibilis. Ogni giorno, attraverso la perspiratio insensibilis, perdiamo dai 300ml ai 700ml di acqua. Poi, a questo meccanismo si addiziona il processo di sudorazione, che interviene in maniera attiva quando la temperatura corporea aumenta e la perspiratio insensibilis da sola non riesce a contenerla, ovvero se l’ambiente esterno supera i 30°C, in caso di febbre oppure in seguito a surriscaldamento da esercizio fisico. L’acqua del sudore, una volta che evapora dalla superficie cutanea, porta via un po’ di calore e consente di mantenere regolata la temperatura corporea entro i limiti di sicurezza.

Detto questo, sotto alla mascherina si crea un ambiente differente rispetto a quello di una pelle normalmente esposta all’atmosfera. E’ in contatto con una maggiore quantità di anidride carbonica e questo, insieme all’eccessiva umidità, crea un microclima particolare, che tende a peggiorare le situazioni preesistenti. Se la pelle è mista tenderà a produrre più sebo, foruncoli e punti neri, se è tendenzialmente secca, peggiorerà questo stato e aumenterà la sensazione di disidratazione. Inoltre, dermatiti, acne e rosacea possono peggiorare decisamente.

Poi, vi è anche il problema relativo allo sfregamento, in particolare in coloro che utilizzano FFP2 e FFP3, che può creare un danno da pressione con formazione solchi cutanei evidenti.

Non bisogna nemmeno dimenticare che le mascherine sono spesso realizzate con tessuti sintetici e non naturali, e possono contenere tracce di conservanti, igienizzanti e coloranti. Tutte queste sostanze possono portare, nelle persone predisposte, a sviluppo di dermatite da contatto, irritativa o allergica che si manifesta con prurito, secchezza, desquamazione, rossore e talvolta anche con vescicole. 

To be continued …

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