28 giugno 2019 ~ 0 Commenti

Un mio racconto

Oggi condivido con voi un mio racconto, scritto qualche anno fa per un concorso ma secondo me ancora molto valido per descrivere il ruolo del farmacista che piace a me.

La farmacia oggi è piena di gente in coda tutti affannati a prendere medicinali o a fare richieste di prenotazioni per esami del sangue. Rita, 40 anni, entra e dopo aver affrontato la fila col cellulare all’orecchioparlando di un contratto e di una riunione, arriva al banco e chiede < Devo assolutamente far passare il mal di testa: voglio quella pillola che, questo l’ho sentito nella pubblicità, elimina la cefalea in dieci minuti >. Paga, non ascolta quello che le stanno dicendo consegnando sacchetto e resto, corre al lavoro e neanche si guarda intorno, forse non saprebbe riconoscere se l’ha servita un dottore o una dottoressa. Il mal di testa le è passato, ma qualcosa di più importante si affaccia sul suo destino: il suoseno le ha fatto un brutto scherzo, il dottore in ospedale ha una faccia cupa ma cerca di tranquillizzarla: operiamo subito, intervento invasivo, svuotamento del canale ascellare, rescissione dell’area mammaria….queste parolone rimbombano nella sua mente edentra in una nuvola strana, nuova, i suoi occhi e le sue orecchie vedono e sentono diversamente. Sta cambiando vita. Nel giro di pochi giorni l’ansia di non arrivare in tempo al lavoro si trasforma nell’angoscia di un letto d’ospedale. Lunghe giornate, convalescenzaa casa, pianti, dolore e rabbia. Mai sconforto: sa solo che ce la deve fare: i capelli cadono, le ciglia pure, questa chemio è proprio terribile ma, così dicono i dottori, fra sei mesi sarà fuori da quest’incubo. E così d’un tratto smette di essere bella, mora e slanciata. Così smette di andare in profumeria, a scegliere insieme alla commessa i migliori ritrovati della tecnologia: l’ultimo che ha comprato aveva un vasetto dorato, leggermente smussato, bellissimo sul suo lavandino: e poi l’effetto sul viso….I 380 euro per 40 ml di prodotto, li valeva tutti. O almeno così pensava quando l’ha usato. Ma ora la sua pelle non è quella di prima.

Passano le settimane, Rita ricomincia ad uscire, ha poca forza e si sposta solo per andare in farmacia a prendere i farmaci prescritti dal centro tumori. Quando entra c’è la fila dell’altra volta, ma non oggi non ha fretta. Lo sguardo si posa su un reparto che non aveva mai notato, forse è nuovo, o più probabilmente, non ha mai girato lo sguardo. Una dottoressa con voce pacata e rassicurante sta spiegando a una cliente le proprietà antietà dell’ultima crema uscita, da utilizzare in associazione ad un siero all’acido jaluronico e a una pulizia della pelle in cabina estetica. Ascolta le parole, le sembra strano: qui consigliano trattamenti di bellezza? Da un altro lato della farmacia nota anche una bella ragazza in camice azzurro, con la spilla-cartellino da consulente aziendale: sta truccando perfettamente gli occhi a una signora e le parla di come quel mascara ripari le ciglia rovinate, di quanto sia importante utilizzare per il trucco prodotti di alta qualità. Assimila tutto e d’un tratto le vien voglia di capire, di conoscere. La dottoressa la nota e le chiede se ha bisogno, che sarà a sua disposizione in pochi minuti. Sorride, passa avanti, il suo mondo è un altro. La dottoressa capisce, in fondo il fazzoletto in testa è benvisibile: le va incontro e le mette nella mano due campioncini di creme, spiegando in poche parole, chiare e lucide, che quei prodotti le potrebbero servire per lenire gli arrossamenti sul viso e per migliorare la secchezza cutanea. Accetta volentieri, e tra se e se pensa che quella è stata l’unica persona che ha guardato la sua pelle senza volerle vendere qualcosa, ma solo cercando la soluzione per risolvere un problema. Apre gli occhi: in farmacia esiste qualcosa che non conosce.

E’ finita la chemio, la sua pelle è stressata, arrossata, sensibile: nei giorni in cui ha utilizzato i campioncini è stata meglio, ma poi la nausea e gli effetti collaterali della cure le hanno fatto dimenticare l’aspetto esteriore. Ma oggi no, oggi vuole ricominciare. Torna d’istinto in farmacia. La dottoressa del reparto dermocosmetico è sempre lì, intenta questa volta a sistemare alcuni prodotti sugli scaffali. La guarda, si fa avanti e le chiede: allora signora, ha trovato benefici con le creme che le ho fatto provare? Come fa a ricordarsi, pensa. Poi continua: ha dieci minuti? Vuole analizzare la sua pelle? Finalmente Rita ha tempo, e oggi non è qui per prendere farmaci, non più. La fa accomodare in un angolo del reparto, confortevole e riservato. Si sente a suo agio anche se quella che la dottoressa chiama microcamera, un po’ sa di ospedale, un po’ mette paura. Ma invece, ecco la sorpresa: toglie il foulard e con l’ingrandimento della lente le spiega con maestria e semplicità che i bulbi dei capelli non sono morti. Cambia ottica di ingrandimento, controlla la pelle, sul viso e sulle braccia. Mentre analizza la situazione, le spiega che quelli che appaiono sul video sono i capillari, purtroppo molto evidenti dato lo stato infiammato del suo viso. Le racconta che le squamette che ora sembrano montagne così ingrandite dalla telecamera non sono altro che i corneociti, cellule morte che si staccano normalmente. Per quello basterà una buona crema idratante a base di urea. Le dice anche che si vedono già piccoli capelli sottili che stanno rinascendo e questa per Rita è la vera conquista. E’ affascinata da come sta scoprendo il suo corpo, da quante nozioni interessanti sta imparando in questi minuti. Ora è venuto il momento di alzarsi e di pagare: ma ecco un’altra sorpresa. Questo servizio è gratuito. La dottoressa, che continua a sorriderle e a rasserenarla con i suoi consigli le dice, con una punta forse di amarezza che, anche se la maggior parte dei clienti non lo riconosce, la farmacia ha il grande merito di offrire consulenze di benessere e salute in modo professionale e gratuito. Riflette e pensa che ha proprio ragione, che ora il suo modo di concepire la farmacia è completamente cambiato: doveva solo aprire gli occhi e guardare al di la della ricetta per rendersene conto.

Torna dopo un mese, ora sta meglio e ha più forze: la crema e il siero che ha comprato l’ultima volta funzionano davvero. E costano molto meno di quello che immaginava. Il vasetto dorato che ha ancora sul lavandinosta perdendo charme, ha l’impressione di aver sempre pagato un prezzo troppo alto per una superficialità che ora non le interessa più. Entra col sorriso, si dirige decisa al reparto dermocosmetico: ad aspettarla questa volta c’è la titolare della farmacia. La conosce, l’ha servita lei quando chiedeva farmaci per la malattia. E con stupore, si accorge che conosce anche la storia della sua pelle. Le spiega che per lei e per i suoi collaboratori i clienti non sono dei numeri, sono persone uniche, e il principale obiettivo del loro lavoro è personalizzare i trattamenti, conoscere i clienti, accoglierli con la voglia di aiutarli a trovare per ognuno il giusto percorso di benessere. Oggi parlano di integratori: con maestria la guida attraverso un mondo a lei sconosciuto, ma interessantissimo. Con la nutricosmesi si può ottenere un risultato migliore e più completo. Le propone un integratore di collagene e di vitamina C: migliorerà l’elasticità della pelle, sia del viso che del corpo, agendo anche per attenuare le cicatrici dell’intervento.

Passano altri due mesi e oggi un regalo Rita se lo può concedere: ascolta il consiglio della sua farmacista e prenota un trattamento nella loro cabina estetica. C’è un altro professionista in farmacia, una estetista che lavora a stretto contatto con le dottoresse della dermocosmesi e che esegue sul suo viso un massaggio con prodotti decongestionanti e anticouperose. Non ricorda quanto tempo è passato dall’ultimo trattamento di bellezza ma questa è un’altra cosa. Prova un piacere e una sensazione indescrivibile ed esce leggera e rilassata. Si guarda allo specchio e il suo viso è luminoso, ancor più di prima della malattia.

C’è un mondo diverso in farmacia, una professionalità unica, soluzioni per il benessere che ti accompagnano nella malattia e nella guarigione. E quando non c’è malattia la farmacia ti sostiene nella ricerca dei migliori metodi per mantenerti bella e in salute. Ci sono professionisti che sanno cos’hai dentro, che riconoscono come sei fuori, che non ti compatiscono mai e che sanno trovare prodotti giusti ma soprattutto le parole migliori. Le dottoresse della farmacia di Rita, proprio quelle del reparto dermocosmetico, sono oggi nuove amiche, perché amica è una persona che vuole il tuo bene e sa cercare con te il modo migliore per ottenerlo.

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