18,9% di cosmetici venduti in farmacia: cresceremo ancora?
E’ questa la domanda che faccio a me stessa e anche a voi stamattina. Dopo una crescita così imponente, che ha saputo dar fastidio a TUTTI gli altri canali, cosa succederà nei prossimi 5 anni al settore tanto amato della dermocosmesi in farmacia?
Qualche risposta me la sono data, chissà poi davvero cosa succederà….Vediamo un po’.
1) Non credo che i supermercati/ gli store del pulito e del beauty (Tigotà, Acqua e Sapone per intenderci) potranno mai avere lo stesso appeal della farmacia quando si tratterà di chiedere consigli sulle problematiche legate alla pelle. Ci stanno provando, con le scritte ‘dermocosmesi’ e le signorine in camice bianco (non approvo la scelta, per niente). Ma ho l’impressione che più andiamo avanti e più le generazioni saranno consapevoli di dove acquistare. Certo, non batteremo mai queste realtà con i cestoni scontati, ma qui riapriamo un discorso che ho già fatto molte volte.
2) Penso che le profumerie, i monomarca, le aziende più intelligenti sapranno riprendersi quella parte di mercato glamour ed edonistico. Lo stanno già facendo, basta vedere alcuni marchi in super crescita tra i make up trendy e i profumi esclusivi.
3) Credo che in farmacia ci sarà una frattura netta, tra chi saprà crescere e chi invece si atteggerà a store della cosmetica.
E a questo punto capiamo cosa significa per me ‘crescere’ al reparto dermocosmetico, per poter competere con i mercati che ci sono e che verranno (presto anche Amazon Beauty aprirà i portoni…..).
1) Riaffermare i valori e le competenze della farmacia, con messaggi di salute e benessere, legando la dermocosmesi al mondo del farmaco, del consiglio specializzato, della dermatologia.
2) Formare e assumere solo personale specializzato ed anzi ULTRA specializzato. Non ci servono ex commesse che vendevano benissimo in profumeria. A noi servono FARMACISTI PREPARATI IN DERMOCOSMESI o personale che ha studiato in maniera APPROFONDITA la pelle e i cosmetici.
3) Dare l’immagine di farmacia. A ognuno il suo mestiere: cerchiamo di non assomigliare alla Conad, a Tigotà, a Sephora, all’ Erboristeria-sotto-casa, al droghiere di 100 anni fa. Prendiamo consapevolezza della nostra forza, quella che ci ha portato a vendere, in Italia, 1 cosmetico su 5 alle donne e agli uomini che comprano creme.

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