12 Luglio 2021 ~ 0 Commenti

Filtri solari e ambiente marino

L’impatto dei filtri solari nel mare, su flora e fauna, è sotto attenta osservazione da qualche anno. In alcuni Paesi sono già stati fatti dei divieti nei confronti di alcuni filtri: Palau è quello più restrittivo che ha vietato da gennaio del 2020, BENZOPHENONE-3 (o OXYBENZONE), ETHYLHEXYL METHOXYCINNAMATE (o OCTINOXATE), OCTOCRILENE E 4-METHYLBENZYLIDENE CAMPHOR, mentre Hawaii, Bonaire e Florida hanno detto stop a BP3 e EHMC da gennaio 2021*. Il problema riguarda l’ingente quantità di prodotti solari che viene rilasciata ogni anno in mare, che va dalle 6000 alle 14000 tonnellate.

I filtri più studiati sono BP3 e EHMC, ma i risultati sono ancora incerti, soprattutto sulle quantità effettivamente ritrovate nell’ambiente marino. Essi creano danni in particolare sui coralli poiché ne provocano lo sbiancamento.

E i filtri inorganici sono più sicuri? Purtroppo, non è così. Essi possono formare perossido di idrogeno, con caratteristiche ossidanti nelle acque nelle quali sono rilasciati. In più, tutti i filtri tendono al bioaccumulo. Questo per dire che l’argomento protezione solare è un po’ una coperta corta dal punto di vista formulativo, non è ancora stato formulato il prodotto ideale totalmente safe per l’ambiente anche se, il marketing, vuole far apparire alcuni prodotti migliori di altri, ma in realtà non è così.

Per fortuna la chimica cosmetica è alla continua ricerca di filtri sempre più ecofriendly, partendo da molecole fotoprotettive di origine naturale. Inoltre, negli ultimi anni si associano ai filtri estratti vegetali ad azione antiossidante, che fanno da booster e aiutano a ridurre la quantità di filtro necessaria. E comunque, si può dire che i passi da gigante sono stati davvero fatti negli ultimi anni, pensate solo che i primi filtri UVA sono stati inseriti solo negli anni ’70.

La direzione, per tutti i cosmetici e, in particolar modo per i solari, è di più trovare cosmetici con il minimo impatto ambientale in modo che sia garantita non solo la salute della pelle, ma anche quella dell’ambiente.

*FONTE Dott.ssa Laura Busata – digital.teknoscienze.com

icona
Per commentare è necessaria l'iscrizione a Medikey

 


La gestione del riconoscimento dell'operatore della salute e la trasmissione e archiviazione delle relative chiavi d'accesso e dei dati personali del professionista della salute avviene mediante la piattaforma Medikey® nel rispetto dei requisiti richiesti da
Il Ministero della Salute (Circolare Min. San. - Dipartimento Valutazione Farmaci e Farmacovigilanza n° 800.I/15/1267 del 22 marzo 2000)
Codice della Privacy (D.Lgs 30/06/2003 n. 196) sulla tutela dei dati personali