16 Dicembre 2021 ~ 1 Commento

Olio di sandalo indiano: una alternativa al CBD secondo una review scientifica

L’olio di sandalo indiano è stato valutato come alternativa all’olio di CBD a seguito di una revisione della letteratura scientifica (Cosmetis&Toiletries, nov 10, 2021).

Guarigione delle ferite

È stato scoperto che sia l’olio di CBD che l’olio di sandalo indiano agiscono sulla proliferazione dei cheratinociti per facilitare la guarigione delle ferite. Lo fanno stimolando i canali del calcio sui cheratinociti; tuttavia, l’olio di sandalo indiano agisce in modo specifico sul recettore OR2AT4,4 mentre l’olio di CBD agisce in modo specifico sul recettore CB-1 del CBD.

Azione schiarente

L’olio di sandalo indiano inibisce l’enzima tirosinasi, responsabile delle iperpigmentazioni. Al contrario, non sono state trovate ricerche che suggeriscano tale azione per il CBD; il suo effetto schiarente è da attribuire alle proprietà antiossidanti dell’ingrediente.

Antiossidante

Un recente studio pubblicato sul Cosmetics Journal, ha scoperto che l’olio di sandalo indiano è un potente antiossidante che agisce sui cheratinociti per proteggere la pelle dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS) generate da fattori di stress ambientale come la luce blu e l’inquinamento. Questi ROS causano danni alle strutture cellulari e distruggono il collagene, riducendo l’elasticità e causando un tono della pelle non uniforme. L’olio di CBD mostra proprietà antiossidanti simili, lavorando sui cheratinociti per proteggere la pelle dai ROS.

Caratteristiche antinfiammatorie

L’olio di sandalo indiano ha anche dimostrato la capacità di inibire la produzione di citochine/chemochine (IL, TNF-α) e prostaglandine, che causano infiammazione cutanee, con conseguente pigmentazione e degradazione del collagene. L’olio aumenta anche l’enzima 11βHSD1 per convertire il cortisone infiammatorio in cortisolo inattivo. È stato dimostrato che il CBD stimola i recettori CB-2 nella pelle per ridurre le citochine chemochine sebbene il meccanismo rimanga ambiguo.

Effetto anti età

Infine, è stato scoperto che l’olio di sandalo indiano inibisce l’enzima MMP1 generato nella pelle in seguito all’esposizione a determinati fattori di stress interni e ambientali. Questo enzima è responsabile della scomposizione del collagene. Al contrario, ad oggi non ci sono ricerche che suggeriscano che il CBD possa inibire l’enzima MMP1. Ancora una volta, le affermazioni anti-invecchiamento del CBD derivano dalle sue proprietà antiossidanti.

 

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