13 Giugno 2022 ~ 0 Commenti

Protezioni solari e claim: è facile cavalcare un’onda non corretta

 (FONTE IMMAGINE: campus.hubscuola.it)

L’impatto dei filtri solari nel mare, su flora e fauna, è sotto attenta osservazione da qualche anno. In alcuni Paesi sono già stati fatti dei divieti nei confronti di alcuni filtri: Palau è quello più restrittivo che ha vietato da gennaio del 2020, BENZOPHENONE-3 (o OXYBENZONE), ETHYLHEXYL METHOXYCINNAMATE (o OCTINOXATE), OCTOCRILENE E 4-METHYLBENZYLIDENE CAMPHOR, mentre Hawaii, Bonaire e Florida hanno detto stop a BP3 e EHMC da gennaio 2021. Il problema riguarda l’ingente quantità di prodotti solari che viene rilasciata ogni anno in mare, che va dalle 6000 alle 14000 tonnellate.

I filtri più studiati sono BP3 e EHMC, ma i risultati sono ancora incerti, soprattutto sulle quantità effettivamente ritrovate nell’ambiente marino. Essi creano danni in particolare alle alghe zooxantelle, simbionti dei coralli, e ne provocano la morte con il conseguente effetto sbiancamento dei coralli.

Primo falso mito: i filtri inorganici sono più sicuri. Ormai è da un po’ di tempo che azioni di marketing vogliono far apparire il cosmetico “naturale” più sicuro, e ciò non è assolutamente vero. E poi sul tema sicurezza, rischio e pericolo dovremmo aprire un file troppo lungo …

I filtri inorganici, parliamo di ossido di zinco e diossido di titanio, possono formare perossido di idrogeno in mare, con caratteristiche ossidanti nelle acque nelle quali sono rilasciati e provocare danni alla flora. In più, tutti i filtri tendono al bioaccumulo, l’ossido di zinco può essere molto dannoso per la fauna marina. Il diossido di titanio inoltre è stato limitato come impiego, soprattutto nelle forme in spray.

Secondo falso mito: i solari ecofriendly, reef safe, o con claim simili non esistono, esistono quelli che non contengono i 4 citati sopra, ma non vi è alcuna garanzia della totale innocuità per l’ambiente marino per gli altri filtri.

Terzo falso mito: le quantità trovate di filtri trovati nelle acque degli oceani è talmente minima che non si è sicuri se i veri responsabili dello sbancamento dei coralli sono i filtri messi sotto accusa oppure il riscaldamento delle acque.

Conclusione: il filtro solare ideale non è ancora stato messo a punto, ma la direzione della ricerca cosmetica è sempre di più questa, ovvero un prodotto con un ottimo profilo tossicologico e un impatto ambientale minore possibile. Andiamo avanti nella ricerca quindi, ma con serietà evitando la disinformazione possibilmente 🙂

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