18 Luglio 2024 ~ 0 Commenti

Ageismo, la paura di invecchiare

L’ageismo, o paura di invecchiare, è lo stigma dell’età e colpisce soprattutto le donne.
Tratto dall’articolo di Sara Peggion su Donna Moderna del 30/04/2024*

Ageismo e antiaging.
Qualche dato dà la misura di questo conflitto aperto tra noi e le frontali, le zampe di gallina, le codice a barre sopra il labbro: nel 2022 la spesa in Italia per creme anti-age è stata di oltre 650 milioni di euro, dice l’associazione Cosmetica Italia. Con una nota interessante: le 40enni spendono tanto quanto le over 60. Non è un segnale negativo, anzi. Secondo Giulia Penazzi, cosmetologa e autrice del saggio Invecchiare non è una colpa (Edizioni Lswr), una buona genetica aiuta, «ma è la cura che abbiamo di noi stesse nel tempo a fare la differenza. Negli anni ’80 il marketing aveva inventato il termine anti-aging per creare un senso di necessità tra le donne mature che non si curavano, con toni quasi militareschi come “combattere le rughe”, “lottare contro i segni dell’età”. Finendo per far identificare la bellezza con la giovinezza. Oggi c’è una comunicazione più morbida che invita ad accompagnare la pelle nel tempo per mantenerla sana e radiosa, come anticip’aging e slow aging: slogan che puntano su un concetto positivo di longevità e di prevenzione».

Il conflitto tra femminile e rughe.
L’age power bussa dunque alla porta delle nuove rivendicazioni di genere, ma la strada appare ancora lunga perché il conflitto tra femminile e rughe non è solo superficiale: a livello più profondo è il segnale di una grande svolta a cui bisogna imparare ad adattarsi. Come spiega la psicologa clinica Serena Indirli: «La pelle è l’organo più esteso del corpo umano, è il confine fisico tra interno ed esterno, tra il nostro sé e il mondo, e contribuisce al senso di identità e di autostima, alla percezione della propria attrattività, oltre a metterci in connessione con gli altri. Fatta questa premessa, nel momento in cui viviamo in una società permeata dal mito della giovinezza che ci illude di poter fare tutto, la ruga simboleggia l’impotenza rispetto al passare del tempo, come se l’età matura fosse meno degna di essere vissuta». Invece, spiega l’esperta specializzata in Psicologia della terza età, tutti i passaggi da un ciclo a un altro sono determinati da un cambiamento che va accolto positivamente.

*Leggi l’articolo completo cliccando su questo link

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