03 Giugno 2015 ~ 0 Commenti

Oncologia estetica: a colloquio con Angela Noviello

Vi ho già parlato di lei, Angela Noviello è la responsabile italiana del progetto Oncology Esthetics (ONCOLOGIA ESTETICA) che si occupa di donne in terapia oncologica. Leggete quanto può essere interessante, per i farmacisti, saperne di più su questo bellissimo progetto.

Angela, il suo impegno e quello del suo gruppo è molto importante e utilissimo per le donne in difficoltà psicologiche e fisiche. Come secondo lei si può insegnare anche in farmacia ad aiutare la donna in terapia oncologica? Quali consigli possiamo dare al banco dermocosmetico?

La farmacia può e deve diventare un punto di riferimento, sia per quanto riguarda la consulenza sia da un punto di vista dell’informazione. E’ in questo luogo che, infatti, le persone si rivolgono non solo per l’acquisto dei farmaci ma anche per una prima consulenza. In questo contesto il farmacista può fare da tramite tra il paziente e l’estetica oncologica, facendo conoscere ai cliente l’esistenza di questa branca dell’estetica e il suo valore riconosciuto come trattamento complementare. Suo compito fondamentale è inoltre  indirizzare il paziente verso realtà affidabili e sicure, perché quando si tratta di persone in cura per una patologia oncologica non ci si può affidare al fai da te, occorrono preparazione, competenze e un metodo scientifico e comprovato.  Occorre prestare attenzione in primis agli ingredienti contenuti nei prodotti cosmetici, affinché non interferiscano con le cure oncologiche e non irritino la cute, che durante la malattia è molto più sensibile e delicata. Il farmacista, quindi, può suggerire quali prodotti dermocosmetici sono più indicati a seconda del quadro clinico del paziente e  dare indicazioni su Trattamenti Estetici cui si possono sottoporre, consigliando anche in questo caso i professionisti certificati e autorizzati cui affidarsi in totale sicurezza.

Ci sono corsi specifici per estetiste che vogliano apprendere le tecniche da utilizzare su donne in terapia, vero? Quando e dove si svolgono? Chi sono i docenti? 

Esatto. Oncology Training International-Oncology Esthetics Italia in collaborazione con Salute allo specchio dell’Ospedale san Raffele di Milano prepara le estetiste all’esecuzione del trattamento SICURO alle persone in terapia, e rilascia a seguito di esame una certificazione Internazionale. Le prime estetiste si sono certificate nell’Aprile 2014, e da allora abbiamo avuto già cinque edizioni per un totale di 99 operatori certificati. I corsi, rivolti a estetiste specializzate e infermiere, analizzano in modo approfondito i temi legati alla malattia e alle cure oncologiche e i trattamenti estetici che si possono eseguire in totale sicurezza e senza interferire con le cure. Sotto la supervisione di Morag Currin, fondatrice di Oncology Training International – Oncology Esthetics è stato formulato un percorso formativo completo e articolato in moduli che coprono le diverse aree di competenza che prevede 3 giornate full immersion e una pratica in ospedale: tutti i contenuti trattati durante il corso, che si svolge presso l’Ospedale San Raffaele e prevede una parte di pratica fondamentale con il paziente oncologico, sono elaborati da medici specialisti in oncologia e professionisti del settore estetico. Il metodo è presente in 7 paesi nel mondo ad oggi sono stati formati più di 1300 operatori.

Psicologia ed estetica sono molto legate: secondo la sua esperienza la donna può davvero trovare giovamento dall’applicazione del cosmetico giusto o del trattamento estetico ad hoc? 

La prima domanda che le pazienti fanno al medico quando gli viene diagnosticata la malattia è quasi sempre: “Perderò i capelli, dottore?”. Questo è indicativo di quanto l’immagine corporea sia importante, soprattutto per noi donne. E questo non solo perché ci condiziona nei rapporti sociali e nella vita pubblica e lavorativa, ma soprattutto perché la malattia e le cure  lasciano segni sul corpo che sono un rimando costante alla malattia stessa e ci fanno “sentire” malati. Per una donna, in particolare, quando bellezza e femminilità vengono intaccate viene meno la propria identità, e insieme a dolore fisico e mentale subentrano insicurezza, imbarazzo e disagio per una immagine che nella quale non ci riconosciamo”.

In quest’ottica, insegnare alle donne a prendersi cura della propria pelle, quali trattamenti estetici possono fare, come truccarsi per nascondere pallore e rush cutanei non è solo una parentesi di leggerezza, durante la quale non pensano alla malattia e non si sentono malate, è una iniezione di fiducia, uno strumento di supporto psicologico che le aiuta a ritrovare forza, a sentirsi bene con loro stesse, a rilassarsi prima delle terapie e ad affrontarne le conseguenze con una marcia in più.

Tutto questo, per quanto possa sembrare un aspetto secondario, nei momenti difficili diventa un appiglio: si pensi solo che, secondo studi recenti per il 20% dei pazienti il massaggio è uno strumento per ridurre dolore, gestire l’ansia, rafforzare il proprio sistema immunitario e riuscire a gestire gli effetti collaterali delle terapie. E la conferma ci arriva ogni giorno dalle nostre pazienti: sentirsi bene, rilassati e vedersi ancora belli, riconoscersi nella “propria pelle” può essere davvero un passo fondamentale per affrontare tutti i disagi che la malattia porta con sé e recuperare una socializzazione spesso perduta.

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