30 Giugno 2015 ~ 0 Commenti

I dati dell’industria cosmetica: l’export mantiene positivo il mercato

Presentati al Padiglione delle Biodiversità di Expo i dati dell’industria cosmetica italiana, settore rimasto ai margini della crisi per nostra fortuna.

«Siamo di fronte al compimento di un ciclo che ha visto la cosmetica italiana posizionarsi meglio degli altri settori dei beni non durevoli e incrementare la propria forza competitiva sui mercati nonostante la crisi – ha commentato Nadio Delai, presidente di Ermeneia – Il cosmetico rimane un prodotto irrinunciabile come testimoniato dai consumatori che, pur avendo modificato i propri comportamenti, hanno ormai incorporato le difficoltà degli ultimi anni segnalando un recente atteggiamento di sobrietà negli acquisti».

Dal Centro Studi di Cosmetica Italia che ha elaborato i dati di vendita per il 2014, arriva una conferma molto positiva: i numeri dell’industria cosmetica italiana rimangono positivo, dopo oltre 10 anni ancora in crescita rispetto alle altre realtà manifatturiere del Made in Italy. Il valore nel 2014 è stato superiore ai 9.300 milioni di euro (+0,8%).

Di certo, non sono tutte rose e una conferma negativa arriva dai consumi interni dei cosmetici, ancora in calo anche nel 2014 (-1,4%). A tenere alto il valore e positivo il segno finale è come sempre il risultato dell’ export, cresciuto del 4,9% per un valore di 3.334 milioni di euro nel 2014. A fronte di importazioni in crescita del 2%, la bilancia commerciale del settore resta ampiamente positiva, confermando un valore record prossimo ai 1.650 milioni di euro.

Il fatturato sul mercato interno, valore che ci intessa maggiormente per i nostri ragionamenti dermocosmetici, segnala conferme e poche sorprese dai vari canali:

vendite dirette a domicilio e per corrispondenza (+2,8%),

erboristeria (+2%) 

farmacia (+1,1%).

Continuano ad andare molto male i canali professionali (estetica  -3,6%, acconciatura –3,5%) e della profumeria (- 2,5%).

 «Abbiamo avviato un’analisi allargata alla filiera cosmetica con l’obiettivo di proporre una congiunturale che offra un quadro dinamico e ragionato dei fenomeni che registrano i vari anelli della catena – ha segnalato Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia – Con un fatturato complessivo prossimo ai 14.000 milioni di euro, emerge la forza della filiera lunga della cosmetica italiana (dagli ingredienti cosmetici, alle macchine per la produzione, all’imballaggio, fino al prodotto finito), che incorpora realtà produttive a monte e a valle, oltre che realtà a diretto contatto con il cliente».

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