02 Luglio 2015 ~ 0 Commenti

Prodotti solari: i consumatori sono confusi, abbiamo il dovere di fare chiarezza!

Cosa rispondere a un cliente che chiede una protezione 2 ?

E a chi invece ci dice: il solare non mi serve ho già quello dell’anno scorso?

Oppure ancora: il filtro 50+ assolutamente no perché rimarrò bianco!

E infine: voglio una protezione TOTALE.

Domande alle quali abbiamo il dovere di rispondere in maniera scientifica, aumentando la cultura della protezione solare.

Da una indagine americana, (fonte Repubblica) è emerso che solo il 43% dei consumatori capisce la definizione dell’Spf, che indica il livello di protezione dai raggi UV-B del sole. I consumatori capiscono il perché devono comprare i prodotti solari: l’81,6% degli intervistati aveva comprato uno schermo solare, soprattutto per proteggersi dalle scottature (75,4%) e dai tumori (65,8%) ma meno della metà aveva correttamente interpretato i termini impressi sulle etichette.

E noi sappiamo indirizzare i nostri clienti spiegando la differenza fra gli indici di protezione UVA e UVB? Raccontiamo che proteggersi dagli UVA con un solare di qualità è fondamentale per prevenire i tumori cutanei? E che una scottatura invece è favorita da una scarsa protezione UVB

Sempre da Fonte Repubblica, vi faccio notare come anche in Italia esiste confusione spesso nelle confezioni di solari e lo ribadisce anche Giancarlo Melato, dell’area tecnico – normativa di Cosmetica Italia “Anche da noi, in Europa, non  è sempre facile comprendere le molte indicazioni sulle etichette, come Spf, anti UV-A, data di scadenza, elenco degli ingredienti, e il tipo di resistenza dei prodotti ai bagni e al sudore. Le etichette dei solari fabbricati in Europa hanno in via generale indicazioni comuni e non sono molto diverse da quelle delle altre categorie dei prodotti cosmetici. Contengono quindi la ragione sociale e l’indirizzo del responsabile di quel prodotto, generalmente il nome dell’azienda che lo commercializza, il numero di lotto per la tracciabilità, il contenuto, la funzione, la durata del prodotto e l’elenco degli ingredienti”. La Commissione europea raccomanda di non superare il valore di Spf 50+, per la schermatura dai raggi di tipo B. Ciò corrisponde ad una protezione molto alta e ad un valore misurato di Spf minimo di 60 o più alto. In realtà non è una disposizione obbligatoria per le imprese, non è una legge ma una indicazione di massima per le aziende produttrici”.  La commissione precisa anche che le diciture ‘protezione bassa’, ‘protezione media’, ‘protezione altà e ‘altissimà corrispondano, rispettivamente, ai valori 6-10, 15-20-25, 30- 50 e infine 50+.

 

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