Natale in arrivo, siamo pronti al cambiamento?
Di quale cambiamento sto parlando? Non certo il cambiamento che farete o che spero avrete già fatto delle vetrine in farmacia addobbando le con i colori e gli oggetti che ricordano le feste. Non sto parlando del cambiamento dell’esposizione dei prodotti che avete nelle vostre farmacie mettendo un fiocco sopra misuratore di pressione o agli aerosol nei casi migliori offrendo cofanetti di creme prezzi speciali dedicati ai regali da mettere sotto l’albero. No niente di tutto ciò sto in realtà pensando al cambiamento che secondo la mia opinione si verificherà nel Natale del 2016 proprio nelle nostre farmacie. In questi giorni infatti in Parlamento si stanno decidendo le sorti della farmacia italiana noi non sappiamo ancora se la classe ci riuscirà dalla farmacia come vorrebbero le catene della grande distribuzione, Conad in prima linea, e se entreranno nelle proprietà delle farmacie di gruppi investitori e le catene. In questo caso aspettiamoci grandi cambiamenti per il Natale prossimo quando molte farmacie potrebbero avere la stessa insegna, ma soprattutto gli stessi prezzi speciali e le stesse offerte e comunicazione importante che impedirebbe quasi la sopravvivenza delle farmacie che non si associano incatena o in gruppi di gestione. Quasi mi dispiace essere così schietta e diretta con voi sotto il periodo delle feste ma da qui a qualche mese conosceremo tutti il nostro destino e saremo costretti a prendere decisioni importanti. Meglio quindi essere preparati guardarci intorno e capire se effettivamente c’è qualche gruppo ho qualche cooperativa che ci può dare più fiducia. Pochi giorni fa a Roma Vittorio Contarina presidente di Federfarma Roma ha lanciato un appello durante una serata organizzata dal secondo distributore intermedio in Italia ovvero Unico spa, chiedendo ai farmacisti di comprare primariamente dalle aziende italiane della distribuzione del farmaco, quindi cooperative e consorzi e società di farmacisti. Questo secondo Contarina potrebbe aiutare a indebolire i gruppi delle multinazionali che si stanno già rivelando molto aggressivi e che appena entreranno i capitali in farmacia compreranno molti esercizi. Stiamo uniti e cerchiamo di rimanere nelle nostre farmacie ma insieme ad altri: ora più che mai da soli non si va da nessuna parte.

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