06 Giugno 2016 ~ 0 Commenti

Comunicazione e psicologia in farmacia: il pensiero di Umberto Borellini

Psicologia e comunicazione: un connubio fondamentale per chi vende e per chi compra e per il rapporto empatico che si crea tra i due ruoli. In farmacia è fondamentale comunicare ed è importantissimo interpretare. Ci parla di questo argomento il Prof Umberto Borellini, docente, farmacista e cosmetologo. < Una interpretazione etimologica del termine “comunicazione” (partecipare, mettere insieme, mettere in comune) suddivide la parola in “unum cum actione”, nel significato di “uno con l’azione”. C’è qualcosa, dunque, già nel termine, che ci pone in relazione: “cum”, cioè “con”. Quando si parla di “comunicazione”, non si parla di un’informazione esclusivamente esterna, ma di qualcosa che entra a far parte del ricevente fino a modificarlo. L’Io ha una struttura di riferimento su cui si basa e nella quale si riconosce. Questa struttura viene ad essere modificata da un’informazione: allora si dà la comunicazione, altrimenti non c’è comunicazione. Per la teoria dell’informazione, ci sono un emittente ed un ricevente, tra i quali si dà un codice, nel senso che l’emittente, per comunicare, deve necessariamente utilizzare un segnale, che deve essere tradotto dal ricevente (pensiamo al linguaggio verbale: il termine “albero”, ad esempio, è un fonema). Ognuno di noi presenta delle variabili soggettive, che influiscono sulla traduzione del segno. Ancora oggi, come ieri, si parla di incomunicabilità. Infatti, quante storie finiscono a causa della famigerata incomunicabilità?! Quante incomprensioni, anche a livello professionale, provocano dei disastri!? Quindi i passaggi della comunicazione, estremamente complicati, subiscono delle limitazioni, perché noi funzioniamo in modo non oggettivo nella comunicazione, soprattutto in quella verbale. Pensate al fatto che, per esprimerci, abbiamo bisogno di una lingua, che è grammatica e sintassi: quindi, tradurre un pensiero o un’immagine in un linguaggio è difficile. Noi impieghiamo anni per imparare a costruire questa capacità! Nonostante i limiti della comunicazione, però, la comunicazione funziona comunque sempre, perché ci sono altri elementi che la aiutano a fluire, a concretizzarsi. Infatti, accanto alla comunicazione verbale, esiste la comunicazione non verbale, che coadiuva la prima. La comunicazione verbale è come un segnale: ognuno poi comprende in base alla propria cultura. Alcuni, invece, non sentono niente, perché hanno la testa già troppo occupata,  pre-occupata (“occupata da prima”). Allora io posso comunicare quanto voglio, ma la testa è preoccupata, soprattutto se si tratta di comunicazione verbale>.

Domani continueremo a parlare dei 5 sensi…Non andate via!

 

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