Off topic : turno notturno con nuova tariffa
Buongiorno a tutti e, come ormai sapete, ogni tanto vado fuori argomento, perché la mia professione di farmacista e non solo di esperta in dermocosmesi, a volte richiede il mio intervento pubblico, e visto che ho un blog abbastanza seguito, voglio raccontarvi quello che ho già spiegato a molti colleghi nel gruppo di Facebook dedicato Ai titolari di farmacia.
Riporto quindi il testo del mio post sul gruppo pillole per titolari di farmacia:
Vorrei sapere se sono l’unica che si è presa degli insulti stanotte per aver chiesto i €7,50 dell’onorario notturno nuovo… La signora in questione, per la precisione, si è lamentata dicendo che io comunque venivo pagata per il prodotto e non si capacitava del fatto che chiedessi dei soldi in più per l’onorario. Per semplificare e cercare di calmarla le ho detto che se va in Pronto Soccorso paga il ticket e più o meno è la stessa cosa. Lei ha detto che non c’entrava nulla, che dare dei soldi in più a un farmacista le sembrava assurdo. Mi sono sentita profondamente offesa e l’ho detto, ma non è contato nulla. Penso che per troppi anni non abbiamo fatto valere la qualità e l’importanza della nostra professione: questo è il risultato.
Questo è quello che mi è capitato la scorsa notte, esattamente dopo un’ora e mezza dall’entrata in vigore della nuova legge sulla tariffa, che ritocca l’onorario della dispensazione del farmaco a battenti chiusi.
Credo che ci sia bisogno di una riflessione profonda sulla professione, come spiego nelle ultime righe del mio post, perché credo fermamente che ci sia necessità di riaffermare, e ottimisticamente penso che siamo ancora in tempo, la nostra professionalità.
Io sono titolare di farmacia e le faccio molte delle notti per una questione prettamente economica: pagare un dipendente o un turnista infatti, come mi ripete sempre il mio commercialista, è decisamente oneroso e a remunerazione 0 per la farmacia. È chiaro a tutti che il turno notturno è un vanto per la professione, perché ci rendiamo disponibili ai cittadini che hanno davvero bisogno di farmaci durante la notte. Ma è altrettanto chiaro che il nostro modo di poter essere parte del servizio sanitario nazionale, deve essere capito dal cittadino e di conseguenza remunerato. Finché il cittadino penserà che io farmacista guadagno nel dispensare un farmaco alle 2:00 di notte , c’è qualcosa nel sistema che non funziona. Troppo spesso, oserei dire quasi sempre, siamo stati messi all’angolo, alla stregua di commercianti.
È ora di dire basta, riaffermando la nostra professionalità e il nostro diritto a far valere la spilletta che portiamo sul camice.
Chiedo pertanto formalmente a tutti voi, cari colleghi, di non omettere mai la richiesta dell’onorario della tariffa notturna del servizio. Ne va della nostra professione, del nostro orgoglio, della nostra dignità.
Questa notte ho fatto l’esempio alla signora che procedeva con gli insulti alla mia persona, di un idraulico che chiede il diritto di chiamata. Questa cosa non dovrebbe succedere per un farmacista, ovvero dovrebbe essere sempre riconosciuto il valore del nostro servizio, non solo di giorno ma anche e soprattutto di notte.
Quanto vorrei, cari colleghi, starmene bellamente nel mio letto a casa mia a dormire e non nella brandina della mia farmacia, per incassare, se va molto bene, €200 nell’orario di chiusura notturna.
Presto ci saranno delle distinzioni notevoli tra farmacia e farmacia, tra farmacista e farmacista: io voglio essere riconosciuta come professionista della salute, parte integrante del Sistema Sanitario nazionale. Non so voi.

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