04 Dicembre 2017 ~ 0 Commenti

Alcune considerazioni sul futuro della dermocosmesi

Buongiorno cari amici, Scusate l’assenza negli ultimi giorni, ma sono stata abbastanza impegnata con grandi progetti per il 2018 e una interessantissima convention di dermocosmesi.

Mi porto a casa alcune considerazioni che voglio condividere con voi.

Innanzitutto la potenzialità inespressa della farmacia va gestita in maniera più acuta è sicuramente diversa dal modello attuale. Mi riferisco a tutte quelle donne che non comprando cosmesi in farmacia, possono essere da noi attirate e coinvolte in percorsi che neanche conoscono. Gli ultimi dati riguardanti le vendite in farmacia, attestano al 8% il fatturato del reparto dermocosmetico delle farmacie italiane. Questo significa che il 92% non compra da noi. Ergo possiamo fare molto per conoscere e riconoscere alcuni dei nostri nuovi clienti fra quei 92 che entrano tutti i giorni moltiplicati per il numero di accessi…. fate due conti!

Il secondo dato che vi riporto è il fatto che le donne italiane sono le più infelici tra le europee. Ma che al contempo sono quelle che spendono di più per il loro benessere e per la bellezza. Non vi devo certo dire quante cose, quante azioni, quante proposte potete fare alle clienti per trovare insieme un equilibrio non solo fisico ma anche mentale. Visto che come ben sappiamo, nel mondo moderno è soprattutto la mancanza di ascolto che rende le persone più infelici. Non ci dobbiamo far carico dei problemi altrui, perché non siamo psicologi, ma possiamo di sicuro riconoscere un bisogno e indirizzarlo verso percorsi di crescita e guarigione. In questo modo possiamo entrare in empatia con le nostre clienti, che ce lo riconosceranno nel tempo.

Il terzo e ultimo punto su cui lancio una riflessione oggi é il fatto che troppo spesso, in farmacia, ragioniamo pensando ai nostri competitor. E quindi tendiamo a eliminare tutto quello che vende anche la grande distribuzione. Sbagliato, sbagliatissimo, inutile. Sì certo il negozietto di nicchia andrà sempre bene, ma è di una difficoltà enorme da gestire per una serie di ragioni, tra cui il fatto che le piccole aziende non offrono supporto come le grandi, non c’è niente da fare. Attenzione quindi alle scelte di mercato , in un’ottica futura molto vicina in cui non sarà il prodotto a caratterizzare una farmacia, ma le persone che vendono quel prodotto.

Buona settimana a tutti!

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