Il rischio greenwashing
Sapete che cosa si indica con il termine greenwashing? È un neologismo che descrive il meccanismo con cui le imprese nascondono illeciti o pratiche poco pulite, con attività no profit e dando una immagine positiva di sé livello comunicativo, senza però realizzare concretamente qualcosa di buono per l’ambiente o per il sociale.
Ecco, oggi dopo tanto tempo scrivo un post provocatorio. Perché vedo nel mondo farmacia troppe attività che assomigliano tanto al greenwashing. Tutti vogliono occuparsi di sociale, di oncologia, di ‘human’, ovvero di rapporti umani. Poi, stringi stringi, quest’ondata di empatia in che cosa trova riscontro? Davvero siamo capaci di superare i limiti che abbiamo sempre avuto? Davvero stiamo mettendo in primo piano la persona, il paziente e non più il cliente? Davvero siamo interessati prima al bene altrui o del pianeta?
Mi risponderete che sì, voi lo fate. Ma gli altri? Quelli che ‘sporcano’ queste attività pensando unicamente al guadagno? Beh questi colleghi rovinano il buono che c’è. Purtroppo è realtà, putroppo la categoria è un misto di bianco e nero, yin e yang. E così mescolati, rischiamo di perdere tutto il valore positivo che quelli ‘bravi’ ci vogliono mettere.
Un appello quindi ai farmacisti: occupatevi di sociale solo se ci credete davvero, non c’è proprio bisogno di chi lo fa solo per apparenza, per pulirsi la coscienza, l’immagine. Per guadagnare di più. No grazie, facciamo due comunità diverse.

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