Fase 2, siamo pronti?
Lo tsunami che ci ha travolti negli ultimi due mesi ha modificato radicalmente il nostro stile di vita, questo si sa. Ha anche sconvolto la vita lavorativa, i ritmi, le priorità, gli orari, i rapporti con i clienti. Le nostre farmacie si sono adeguate al coronavirus: mascherine, gel per mani a disposizione dei clienti, file fuori e pochissimi clienti per volta all’interno. Per non parlare delle barriere di plexiglass che proteggono noi da possibili contagi e i clienti da possibili farmacisti contagiosi. Quella fessura, dalla quale vengono consegnati i farmaci, fa tanto ufficio postale, quando in realtà anche gli uffici postali erano diventati negli ultimi anni decisamente più friendly, con banconi aperti e poche infrastrutture tra addetto e cliente. E ora che si fa? Tutti parlano della fase due, quella delle riaperture, quella in cui, in qualche modo dovremo imparare di nuovo a vivere in una socialità diversa. Con conoscenze e possibilità digitali acquisite (quindi direi che dalla ricetta elettronica scaricata direttamente in farmacia con la tessera sanitaria del paziente non si tornerà più indietro, e questo è un bene!) dovremo però tornare ad occuparci a 360 gradi della nostra attività professionale, che fino a febbraio non prevedeva unicamente la dispensazione di farmaci, tanto meno di mascherine e gel mani. Dobbiamo cercare di capire come tornare alla normalità, consigliare un fondotinta correttore, proporre i prodotti solari per i bambini, avere cura delle persone che chiedono consulenze per la pelle e i capelli. Potremo star loro vicini come prima? No di certo e per tanto tempo da quello che ci dicono gli esperti. Il virus ci ha cambiati e ci ha allontanati fisicamente: ora anche in farmacia dovremo reinventarci per tornare ad una nuova normalità. Tutorial, video, aiuto sui social che si trasformano alla fine in appuntamenti per gli acquisti? Troveremo modo di concedere più tempo alle persone, che aspetteranno l’orario assegnato per entrare in farmacia ed acquistare i prodotti con più calma e privacy? Tre persone alla volta: questo sarà un diktat anche nei prossimi mesi: non sono permessi assembramenti e quindi non si tornerà alle farmacie con 10 persone in fila fino a che il coronavirus non sarà sconfitto dalla scienza. Quindi dovremo trovare il modo di gestire la nostra professione oltre il farmaco, che è stata messa in pausa ma che non può stare ferma. C’è bisogno della farmacia che conoscevamo, ma ci adatteremo a quella nuova: le nostre farmacie ritorneranno a essere belle, noi saremo belli, anche con le nostre mascherine, le nostre visiere e le barriere di plexiglass.

La gestione del riconoscimento dell'operatore della salute e la trasmissione e archiviazione delle relative chiavi d'accesso e dei dati personali del professionista della salute avviene mediante la piattaforma Medikey® nel rispetto dei requisiti richiesti da
Il Ministero della Salute (Circolare Min. San. - Dipartimento Valutazione Farmaci e Farmacovigilanza n° 800.I/15/1267 del 22 marzo 2000)
Codice della Privacy (D.Lgs 30/06/2003 n. 196) sulla tutela dei dati personali

Commenti recenti