04 Novembre 2020 ~ 0 Commenti

Microbiota cutaneo, un fedele alleato da preservare.

Di Giulia Penazzi

Nel mio primo libro, La pelle e i cosmetici naturali, nel 2003 (ovvero
in anni non sospetti), scrivevo che “la pelle non è una inerte
superficie da detergere e idratare, ma un delicato ecosistema da
proteggere e preservare”. Già allora l’argomento “equilibrio cutaneo” mi
era così caro, e nemmeno si sapeva che fosse così intimamente correlato
alla presenza del microbiota. La nostra pelle infatti non è sterile, ma
è abitata da milioni di microrganismi come virus, batteri, funghi,
lieviti e acari, indispensabili per la salute cutanea. Essi si
suddividono in residenti, occasionali e temporanei. I microrganismi
residenti sono dei commensali che vivono in simbiosi mutualistica e sono
intimamente legati al benessere dell’individuo poiché producono molecole
di difesa e antibiotici naturali, che mantengono il corretto equilibrio
microbico, contrastando lo sviluppo dei patogeni. I microrganismi
transitori derivano dall’ambiente ma, in condizioni igieniche adeguate,
e con una skin barrier intatta, non creano problematiche correlate al
manifestarsi di patologie.
E’ molto importante mantenere la flora microbica sana e integra.
Malattie, farmaci, stress, alimentazione, sono alcuni fattori che
possono disequilibrare il microbiota cutaneo. Anche alcuni cosmetici
possono farlo, ad esempio i detergenti troppo sgrassanti e i prodotti
contenenti molti conservanti, soprattutto quelli più efficaci come
azione antibatterica. Se il microbiota si altera, facilmente possono
insorgere infezioni da eccessivo sviluppo di un microrganismo rispetto
agli altri. E’ così che si creano infezioni da Candida albicans, ad
esempio, oppure da Stafilococco aureus, entrambi microrganismi residenti
ma tenuti sotto controllo in condizioni fisiologiche. Mantenere, o
ripristinare, il corretto equilibrio cutaneo, quindi, è la prima azione
da compiere, quotidianamente e in caso di comparsa di infezioni.

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