Laurea in Farmacia e prospettive lavorative in ambito di Ricerca nel settore cosmetico
Riprendiamo le interviste ai colleghi Farmacisti che hanno sviluppato competenze particolari. Oggi parliamo con il Dott. Giovanni Tafuro, oggi Ricercatore.
D. Dott. Giovanni ci può raccontare il suo percorso formativo, come si è approcciato al mondo cosmetico e di cosa si occupa oggi
R. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Farmacia con una tesi compilativa ed aver ottenuto l’abilitazione alla professione del Farmacista, ho scelto di iscrivermi a CTF per poter approfondire le mie conoscenze sulla chimica applicata all’ambito industriale ed effettuare una tesi sperimentale nell’ambito della chimica dei prodotti cosmetici. Non sono mai stato un grande consumatore di prodotti cosmetici, a parte ovviamente i prodotti d’uso quotidiano dedicati alla detergenza, ma ho sempre nutrito un grande interesse nei confronti della tecnologia formulativa. In particolare, mi ha sempre affascinato la possibilità di mettere a frutto le competenze scientifiche acquisite durante gli anni di studi in un contesto che richiede anche una certa dose di creatività e attenzione alle tendenze del momento. Concorderete con me che la ricerca e sviluppo cosmetica rispecchia a pieno queste caratteristiche, in quanto si tratta di un settore altamente innovativo e guidato dalla scienza. Dopo alcuni anni come assegnista di ricerca presso il Dipartimento di scienze del farmaco dell’Università degli Studi di Padova, ho iniziato la mia carriera presso Unired, spin-off universitario, che offre soluzioni personalizzate per l’innovazione di prodotto e la crescita delle aziende Health & Personal Care. Qui mi occupo di ricerca di base attraverso l’utilizzo di strumentazioni sofisticate che consentono di caratterizzare le proprietà chimico-fisiche dei materiali, raggiungere obiettivi formulativi precisi, prevedere eventuali problematiche in fase di industrializzazione, ottimizzare prodotti esistenti sul mercato nell’ottica di migliorarne le performances applicative e le caratteristiche sensoriali.
D. Dal punto di vista del ricercatore, il cosmetico è visto in maniera differente, si può dire dall’interno, è infatti una formula chimica da studiare in tutti gli aspetti, reologico, sensoriale e funzionale. Cosa ci può dire in merito alle nuove caratteristiche sensoriali che si cercano nei cosmetici moderni? Quanto è importante la sensorialità in un cosmetico?
R. Sappiamo bene che l’obiettivo primario dell’industria cosmetica è quello di creare prodotti di successo che si affermino sul mercato e che vengano apprezzati dai consumatori tanto da invogliarli ad effettuare acquisti ripetuti. Perché questo sia possibile, è necessario andare incontro alle loro aspettative funzionali e sensoriali. Molto spesso la comunicazione e i messaggi pubblicitari enfatizzano, in maniera non sempre molto “scientifica”, la presenza di un particolare ingrediente attivo innovativo che promette effetti quasi miracolosi sulla cute come, ad esempio, la riduzione delle imperfezioni e dei segni dell’invecchiamento. Tuttavia, mentre queste proprietà necessitano di tempi lunghi per essere realmente verificate, le percezioni sensoriali, che non riguardano solo l’aspetto visivo e la profumazione, ma includono anche le proprietà tattili durante e dopo l’applicazione, sono immediatamente valutate dal consumatore già dal primo utilizzo. La consistenza, le proprietà di scorrimento, la velocità di assorbimento, il residuo setoso, vellutato o ceroso lasciato sulla cute sono tutti fattori determinanti nella scelta d’acquisto e fidelizzazione, perché influenzano la sfera emotiva dei consumatori che oggi sempre di più sono alla ricerca di esperienze coinvolgenti multisensoriali.
Per far sì che vi sia una coerenza completa tra le aspettative sensoriali dei consumatori e i benefici funzionali promessi dal prodotto attraverso i claims di marketing, il formulatore deve possedere una conoscenza approfondita di tutti gli elementi che andranno a costituire il prodotto finito. Per questo è necessaria una scelta attenta e razionale di tutti gli ingredienti che costituiscono la forma tecnica del prodotto e che avranno un impatto significativo sulle performances applicative, tra cui emollienti, emulsionanti, fattori di consistenza e modificatori reologici.
D. Come si combina questo aspetto con la crescente attenzione verso la sostenibilità e la formulazione di prodotti green?
R. La sfida con cui oggi tutti i formulatori devono fare i conti è l’esigenza di sostituire in tempi molto rapidi materie prime cosmetiche ad alto impatto ambientale con alternative sostenibili, senza rinunciare agli aspetti applicativi e sensoriali a cui i consumatori sono abituati. L’esempio più noto è quello di alcuni polimeri sintetici con la funzione di modificatori reologici e texturizzanti che in tempi recenti sono stati oggetto di dibattito e di nuove regolamentazioni che ne limitano o ne vietano l’uso poiché non presentano requisiti di eco compatibilità.
Questa urgenza si traduce nella necessità di adottare la cosiddetta formulazione “in ecodesign”, che prevede la progettazione del prodotto cosmetico secondo criteri ambientali, attraverso l’attenta selezione degli ingredienti a basso impatto, nonché la ricerca di protocolli di analisi per caratterizzare le proprietà delle nuove materie prime alternative e per verificare la fattibilità di inserimento in formula, superando il classico approccio “trial and error” che risulta spesso dispendioso in termini di tempo e di denaro. Ricordando che green, naturale e sostenibile non sono esattamente sinonimi, per evitare le semplificazioni eccessive tipiche del greenwashing, è necessario considerare i parametri che permettono di quantificare in maniera trasparente e tangibile l’impatto ambientale dei singoli ingredienti selezionati e del prodotto finito, ottenuti mediante studi di Life Cycle Assesment (LCA), tra cui le emissioni di CO2 durante le fasi di produzione, trasporto e distribuzione, la biodegradabilità e la tossicità acquatica durante la fase di post-utilizzo.
Grazie Dott. Giovanni, ha trattato temi super interessanti e mi sa che la coinvolgerò ancora … se sarà disponibile 🙂

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