Upcycling in cosmesi
Il termine riciclo è ormai entrato nel nostro vocabolario comune e dovrebbe essere parte delle normali azioni quotidiane. Riciclare significa trasformare gli scarti in nuovo materiale in modo da riutilizzare gli elementi che lo compongono per diminuire i rifiuti, prolungare il ciclo di vita e mitigare il consumo eccessivo di materie prime.
Di up cycling invece non se ne parla ancora molto ma sta diventando sempre più importante per diversi settori incluso quello cosmetico. Up cycling significa riciclare aggiungendo creatività al riciclo in modo da dare ad un materiale da buttare caratteristiche innovative e utili. Up cycling è quindi un riciclo virtuoso, non si tratta solo di zero-waste ma di creare valore aggiunto a un materiale o una sostanza a fronte di un basso consumo energetico.
Nell’ambito cosmetico sempre più tipologie di scarti alimentari diventano preziosi ingredienti in grado anche di donare unicità al prodotto finito. Un esempio classico è quello dei noccioli legnosi dei frutti utilizzati per succhi e marmellate che vengono tritati per ottenere scrub per corpo e viso. I semi piccoli di altri frutti, ad esempio quelli di cranberry e di fragole, sono utilizzati come tali. Altri esempi di up cycling per la cosmetica sono i seguenti: dagli scarti della lavorazione della barbabietola da zucchero si ottiene betaina, un ottimo ingrediente idratante e umettante, ben tollerato anche dalle pelli più sensibili. Ha un eccellente profilo tossicologico, tanto da essere utilizzato anche come integratore alimentare. Dagli scarti del pomodoro si ricava il licopene, una molecola antiossidante molto utile nella prevenzione del fotoinvecchiamento, non solo legata all’esposizione agli UV ma anche ai raggi infrarossi. Dalle bucce dell’uva utilizzata per la produzione del vino, si può ricavare resveratrolo come molecola antiossidante e antiage, e pigmenti naturali. Sempre dalla polpa della barbabietola da zucchero si ottiene uno stabilizzante/strutturante che può essere un’alternativa totalmente naturale ai tradizionali prodotti in poliacrilato e carbomer. Dalla radice di cicoria si ricava un biopolimero cationico condizionante naturale per la cura dei capelli e della pelle.
Ampio spazio quindi all’up cycling per creare materie prime e cosmetici sempre più “virtuosi” e unici 🙂 E voi utilizzate già qualche prodotto che contiene ingredienti up cycled?

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