26 Settembre 2024 ~ 0 Commenti

Nichel free o nichel tested?

Fonte immagine: Greenme

 

Conosciamo molto bene, soprattutto negli anni passati, la dicitura “nichel free” che ha condizionato la modalità di acquisto di molti consumatori di cosmetici.

Il nichel è classificato come metallo pesante, alla stregua di altri quali piombo, cromo, arsenico, cadmio, mercurio, cobalto e antimonio. Tutti questi metalli pesanti sono presenti nell’ambiente come contaminanti, pertanto possono entrare facilmente anche nella composizione dei prodotti cosmetici attraverso le materie prime stesse, oppure il processo produttivo e di confezionamento.

Nei cosmetici sono classificati come impurezze tecnicamente inevitabili se rimangono al di sotto di limiti definiti a livello legislativo.

Per l’Italia, i limiti legislativi dei principali metalli pesanti nei cosmetici, dosati in ppm, che corrispondono a mg/Kg, sono:

  • As 1, Cd 5, Co 5, Cr (III) 5, Cr (VI) 1, Hg 1, Ni 10, Pb 20, Sb 10

Per il nichel si considera come limite massimo legislativo di presenza nei cosmetici 10ppm però, è consuetudine comune considerare come limite 1ppm per i cosmetici per la pelle fragile o a tendenza allergica.

La dicitura “nichel free” è pertanto fuorviante perché, come abbiamo visto, il nichel è presente nell’ambiemte, pertanto sarà difficile eliminarlo completamente, e rimane come impurezza tecnicamente inevitabile. Oggigiorno si utilizza la dicitura maggiormente corrispondente al vero “nichel tested” seguita dal valore presente nel prodotto, ad esempio < 10ppm o addirittura < di 1ppm. Questa è l’informazione corretta

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