29 Luglio 2014 ~ 0 Commenti

Cosmesi e Psicologia: molto legate. Parola di cosmetologo!

Lo afferma Umberto Borellini, noto cosmetologo italiano: esiste la PSICOSMESI. Ovvero un legame profondo fra mente e corpo, bellezza e bisogno di soddisfare il proprio ego attraverso una cosmesi personalizzata e raffinata a seconda dei gusti e, appunto della psicologia.

< La riflessione nasce spontanea: questa società esalta in modo spropositato un “bello” conforme alle leggi della moda e del mercato commerciale, ma, a livello semantico profondo tendiamo, in qualche misura, a relegare quasi in colpa la bellezza… Così, le professioni attinenti alla bellezza vengono sistemate in una nicchia specifica: importantissime, certo, per una società edonista e consumistica, ma colpevolizzabili o , comunque, passibili di superficialità. In questo senso diventa estremamente importante favorire l’ incontro tra il corpo e la psiche>.

Un incontro fortunato, ma che non può essere estremizzato < Non si tratta di porsi come meta il corpo perfetto delle modelle: anche lì, in quell’ apparente immagine di bellezza, si può nascondere un’ “ossessione estetica” che poco o nulla ha a che vedere con un’ autentica unione di corpo e psiche. L’ attuale ricerca estetica sul corpo denuncia la perdita della misura: un corpo proporzionato ed aggraziato non è ancora un corpo bello. Così domina l’ ostentazione. Tutto fuorché l’ anonimato! “Siamo diventati tutti ‘es-posti’, la nostra identità è ormai fuori di noi, è laggiù, in ciò che si dice di noi”. E’ paradossale che il “piacere a se stessi” sia stato sottomesso alla legge del “piacere all’altro”. Uno dei sentimenti di base della vita è il fatto di piacere a se stessi. Star bene nei propri panni aumenta la valutazione positiva di sé, l’ accettazione e l’ autostima. “Un corpo non amato è un oggetto spinto sull’ orlo del ‘non essere ‘, ai limiti della esistenza. Oggi, però, la visibilità di un corpo piacevole sembra essere l’ unica risorsa per provare che si “è” e che “si vale”.

Per Borellini è importante invece far sì che il mondo dell’ estetica di “superficie”, più esteriore ed apparente, possa riferirsi ad un aspetto più profondo di ricerca ed applicazione, grazie a cui poter proporre un maggior livello di sensibilizzazione e consapevolezza, per chi opera in un contesto così delicato ed esposto, in tutti i sensi (ed a tutti i sensi). < A maggiore ragione, l’ integrazione tra le varie professioni che ruotano attorno al benessere diviene sempre più importante per l’ individuazione delle migliori soluzioni per la qualità della vita e per il raggiungimento del benessere psicofisico a più ampio raggio. Proprio per tale motivo diviene fondamentale il confronto di tutta una serie di operatori estetici appartenenti a specialità mediche e non mediche, nel rispetto della propria attività professionale. L’ obiettivo di integrazione interdisciplinare può essere raggiunto attraverso la costruzione di un lessico di base, da ottenere attraverso una formazione teorica e pratica mirata ad un aggiornamento per gli operatori del settore interessati e motivati. E’ altresì essenziale, nel nostro ambito, proprio per non peccare di quella superficialità, indebitamente ( ma non sempre del tutto indebitamente), attribuita al settore estetico, capire che ” per avere un corpo esatto, bisogna essere esatti nella mente. Il male spesso non è altro che l’ aspetto esterno di errori mentali contro l’ ordine naturale da cui i modelli mediatici ci allontanano.In sostanza credo che, nel nostro settore, occorra proporre una nuova e più vasta serietà. Un educazione ad una Psicologia estetica >.

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