Nutraceutica per i pazienti oncologici. Importanza di un consiglio professionale.
Oggi parliamo di nutraceutica per il paziente oncologico con il Dott. Alessandro Colletti (Dipartimento di Scienza e Tecnologie del Farmaco, Università degli Studi di Torino e co-Autore di Beautiful skin, consigli di cosmesi e nutraceutica per le persone in terapia oncologica, libro appena uscito per Edra, 2022)
D. Quando si parla di integrazione alimentare spesso non viene data la giusta importanza. Può dirci due parole riguardo l’integrazione con nutraceutici specifici, in caso di pazienti in terapia oncologica? Possono dare un aiuto concreto?
R. La nutraceutica è una disciplina che studia l’efficacia sulla salute di alcuni principi attivi derivati dal mondo vegetale o animale. Nell’ultimo decennio, la crescita della prevalenza e dell’incidenza delle malattie oncologiche ha incrementato notevolmente l’interesse della ricerca nutraceutica in tale ambito. I nutraceutici hanno dimostrato infatti di poter essere utilizzati in prevenzione primaria, come ad esempio l’integrazione con prebiotici e probiotici nella prevenzione del tumore del colon o l’utilizzo di licopene e selenio nella prevenzione del tumore prostatico. Tuttavia, oggetto di studio è anche il ruolo dei nutraceutici in prevenzione secondaria e terziaria: a tal proposito la nutraceutica ha dimostrato buone capacità nel ridurre gli effetti avversi delle terapie convenzionali, migliorare l’efficacia delle terapie radioterapiche e antiblastiche e soprattutto la qualità di vita del paziente oncologico. La maggior parte dei malati oncologici presenta una scarsa qualità di vita con sintomi tipici come la fatigue e l’astenia che debilitano fortemente il paziente. In aggiunta, alcuni effetti avversi delle terapie convenzionali come la leucopenia e la piastrinopenia possono compromettere la persistenza al trattamento farmacologico e, conseguentemente, ritardare delle cure fondamentali. Il consiglio di attivi nutraceutici che riducano gli effetti avversi delle terapie convenzionali rappresenta quindi la sfida più affascinante e complessa per il mondo oncologico. È tuttavia importante sottolineare come il trattamento nutraceutico debba inserirsi in maniera armonica e complementare ai trattamenti convenzionali, richiedendo una grande conoscenza dei principi attivi, dei meccanismi farmacodinamici e farmacocinetici e delle possibili interazioni farmaco-nutraceutico e/o nutraceutico-nutraceutico.
D. Il Farmacista può essere un riferimento per questo tipo di consigli?
R. Il farmacista deve essere un riferimento per il soggetto oncologico. Oltre, infatti, a svolgere un ruolo chiave nel monitoraggio del paziente oncologico deospedalizzato (sintomatologia, effetti avversi, compliance e persistenza ai trattamenti), la prescrizione di un eventuale supporto nutraceutico adiuvato alle terapie farmacologiche (in équipe con l’oncologo specialista) può influire positivamente sul decorso della malattia. In aggiunta, per il paziente ‘‘in remissione’’ il consiglio preventivo da parte del farmacista può contribuire alla riduzione del rischio di recidive. Al contempo nel paziente ‘‘sano’’ ma a rischio (es. per età, familiarità, sovrappeso, sedentarietà ecc.) l’intervento nutraceutico associato al cambiamento dello stile di vita può contribuire alla reale prevenzione.
Ringraziamo il Dott. Colletti per i suoi preziosi consigli che potete trovare ben approfonditi in un libro appena uscito: Beautiful skin

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