04 Ottobre 2017 ~ 0 Commenti

Storia del reparto cosmetico

Immagino un farmacista di 20 anni fa , quindi non dico un uomo delle caverne , trasportato nel tempo è e portato in una farmacia di oggi. Vedrebbe un ambiente che non conosce, forse addirittura penserebbe di essere stato catapultato in una profumeria. Questa cosa non succederebbe a un farmacista di 10 anni fa, dove i reparti cosmetici erano già delineati, le aziende avevano già in mente il Retail con le discese e le reglette di marca, e nei punti vendita più evoluti c’era già la responsabile di reparto. Ma in 10 anni che cosa è successo? È cambiato veramente molto del mondo dermocosmetico? Forse non tanto nella modalità espositiva, rimasta pressoché statica, a parte qualche sperimentazione di layout divertenti e ipermoderni, o esempi secondo me difficili da riprodurre, quale l’esposizione di discesa per esigenza e non per marca. Il reparto dermocosmetico non è cambiato negli ultimi anni nella tipologia delle marche, bensì nell’approccio della responsabile di reparto, figura totalmente nuova e che si sta sperimentando anno dopo anno e sta trovando una sua collocazione ben definita e precisa. La formazione dermocosmetica, che io ritengo come sapete essenziale, deve essere alla base di un percorso e non può prescindere da essere strutturata attraverso il mondo della farmacia. Vedo tanti formatori, o pseudo tali, che non c’entrano nulla con l’ambiente dermocosmesi, ma che vogliono insegnare come si gestisce il reparto. Io penso che quel farmacista di 20 anni fa , di cui vi ho parlato all’inizio, se entrasse in una farmacia di oggi, dovrebbe essere accolto da una farmacista responsabile di reparto, che immediatamente lo accolga e gli spieghi il perché lei si trova a vendere prodotti cosmetici e non farmaci. Il cosmetico deve ancora diventare grande in farmacia, ne sono sicura. Abbiamo grosse potenzialità e dobbiamo sfruttarle in associazione al medico di base, dermatologo e pediatra, ma anche medico estetico e chirurgo plastico. Ma formare i farmacisti dermocosmetici devono essere i farmacisti stessi, perché si tratta di una figura totalmente nuova e che ha bisogno di raccontare l’esperienza.

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