Intervista a Borellini su Punto Effe
Sull’ultimo numero di Punto Effe ho intervistato per l’articolo di copertina, Umberto Borellini, noto cosmetologo e collega farmacista (anche se non ha mai svolto la professione dietro il banco). Vi riporto una delle interessanti risposte che mi ha dato ma vi invito a leggere tutta la sua intervista sul numero 16/2014.
Anche in farmacia la tendenza è quella che va verso il green e l’ipertecnologico, a scapito del cosmetico medio che non attira più la clientela. Ci dà una sua immagine per il futuro della cosmesi? < Il “green code” funziona in tutto il pianeta. L’evoluzione dalla fitocosmesi un po’ empirica e tradizionale alla ”fitoceutica” con i suoi estratti standardizzati e titolati ha veramente trasformato il cosmetico pseudo- naturale, con etichette a fiori ed il fraticello con il mortaio, in un prodotto topico di altissimo livello. D’altro canto se all’interno di una formulazione per la cute sensibile e reattiva, inseriamo un estratto secco di mirtillo titolato in antocianosidi che, sottoforma di capsula, viene prescitta dal medico per un problema di fragilità capillare, si evince che la dignità del cosmetico non puo’ essere più messa in dubbio. Pensiamo alle staminali vegetali, eccellenti ingredienti che altro non sono che un’ evoluzione tecnologica delle tradizionali fitostimoline che ci davano i nostri genitori quando ci sbucciavamo le ginocchia. Questa ” cosmesi verde” è una tendenza sicuramente ma anche una sorta di necessità, se non ci si vuole trovare additati come un cacciatore di cuccioli di foca sui vari social forum. Forum che spesso pronunciano sentenze così, per simpatia o antipatia, come nel caso dei “poveri” siliconi,che non è vero che occludono la pelle (ma le talebane pensano al saratoga dell’idraulico) e che inquinano gli oceani. Mi chiedo un 0,5% di dimetichon in 0,5 gr di contorno occhi, cosa mai inquinerà? Ignorano che quando il loro bambino con le colichette piange, gli fanno trangugiare 30 gocce di dimeticon e chi se ne frega se inquina. Noi cosmetologi dobbiamo funambolicamente rimanere in equilibrio tra la produzione ed il consumo sostenibile. In farmacia credo sia possibile coniugare la bellezza alla bontà, come nell’accezione delgli antichi Greci. Un sogno scientifico dove possono trovare spazio le nuove tecniche di dispensazione (penso alla nanotecnologia quando ben applicata), gli oligopeptidi che con la loro struttura snella riescono ad agire in profondità, i patch, i cosmetotessili, gli ingredienti soft focus che mimetizzano le rughe in pochi minuti, gli enzimi in grado di riparare i telomeri del DNA, gli antiossidanti di ultima generazione, le molecole odorose che, oltre a far volare la memoria, stimolano i recettori epidermici e dermici. Insomma, tante cose da proporre e forse, da poter anche raccontare ai propri clienti, visto che con l’avvento dei Medical devices si potranno anche dichiarare con più nitidezza, le virtù funzionali dei vari principi attivi. Ma per parlare di questo ci vorrebbe un’altra intervista >.

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