25 Febbraio 2015 ~ 0 Commenti

Slow Cosmetique: un bel modo di interdere l’etica della professione

Girovagando online mi sono imbattuta in questo interessantissimo sito, www.slow-cosmetique.org Che si occupa, riporto testualmente di

promuovere un modo più responsabile del consumo dei cosmetici. La nostra associazione vuole sensibilizzare i consumatori di ciò che noi chiamiamo il “lavaggio del cervello cosmetica” o greenwashing. Quindi, vogliamo comunicare con il pubblico e le organizzazione per spiegare che esistono cosmetici migliori e più rispettosi.

Il movimento Slow cosmetique, fondato nel 2012 da Julien Kaibeck, esperto, giornalista e docente di aromacologia in Belgio si basa su principi che non vi nascondo, condivido in pieno (cito sempre il sito):

 1) I cosmetici dovrebbero essere più “intelligenti”:

i cosmetici devono essere formulati con ingredienti attivi e sani per prendere veramente cura della pelle. Chiaramente: non pensiamo che i siliconi, oli sintetici o minerali siano un buon esempio di ingredrienti attivi buoni per la salute 😉

2) I cosmetici dovrebbero essere più “ecologici”:

pensiamo sempre che un prodotto 100% naturale sia la soluzione migliore per la nostra pelle e il nostro ambiente. Ma, avete sentito parlare dell’impatto ecologico dei siliconi negli shampoo? E cosa ne pensi di tutti questi imballaggi inutili e materiale di promozione che buttiamo ogni anno? Difendiamo i prodotti che sono certificati biologici, ma anche quelli che sono preparati in modo responsabile ed i prodotti del comercio equo o dei prodotti fatti a casa.

3) I cosmetici dovrebbero essere più “ragionevoli”: Photoshop è così anni 80! La Slow Cosmétique ci invita a sottolineare la nostra bellezza interiore, e di prendere cura della nostra pelle, senza voler cambiare tante cose. Vogliamo un discorso più trasparente dalle marche di cosmetici ed anche una maggiore trasparenza dei prezzi. Non vogliamo sentirci in colpa quando prendiamo cura della nostra pelle o dei nostri capelli dopo aver visto una pubblicità. Non accetiamo i metodi di marketing o di pubblicità ingannevoli o sleali. 

4) I cosmetici dovrebbero essere più “rispettosi”:

l’umanità è una grande comunità di individui, ognuno dei quali è un gioiello da solo. È la stessa cosa per gli animali e le piante. Condanniamo i cosmetici che non rispettano l’uomo, gli animali o le piante.

Vi invito, se avete padronanza con la lingua francese, a leggere il blog personale di Julien. Spero di poterlo presto intervistare per voi. http://www.lessentieldejulien.com/

E’ disponibile in italiano il suo libro ‘Slow Cosmetique’ che leggerò presto!

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