07 Maggio 2024 ~ 0 Commenti

Attivi cosmetici e possibile assorbimento cutaneo

L’argomento della penetrazione cutanea degli attivi cosmetici è sempre molto dibattuto. C’è chi parla solo di cosmeceutici, per definire un cosmetico particolarmente efficace e con un’azione “profonda”, c’è invece chi continua a sostenere una sola azione superficiale. Da che parte stare?

La Legge, nella definizione di cosmetico parla solo di queste funzionalità permesse al cosmetico: “pulire, profumare, modificare l’aspetto, proteggere, mantenere in buono stato o correggere gli odori corporei”.
D’altra parte è vero che molti attivi utilizzati in cosmesi sono anche impiegati in alcuni dispositivi medici e farmaci per uso topico.
Dobbiamo anche dire che, mentre in alcuni casi, come per gli attivi antiage è utile che raggiungano il derma per altri, come i filtri solari, è invece assolutamente auspicabile la sola permanenza in superficie.
Le sostanze che superano la barriera cutanea sono soprattutto quelle lipofile con una dimensione molto piccola perché la principale via è quella intercellulare e si sa che le cellule cutanee sono strettamente coese e negli spazi tra una e l’altra ci sono delle sostanze lipidiche. Abbiamo parlato in un articolo precedente della grandissima capacità di diffusione delle molecole degli oli essenziali, esse infatti utilizzano anche la via che attraversa i follicoli piliferi.
Oltre agli oli essenziali altri esempi di molecole che superano la barriera sono la caffeina, il retinolo e vari peptidi biomimetici*. Una volta superata l’epidermide le molecole vengono poi eliminate seguendo i processi metabolici fisiologici.
In ogni caso la valutazione di sicurezza, obbligatoria per ogni cosmetico immesso sul mercato europeo, tiene conto del possibile assorbimento cutaneo per ogni sostanza e per ogni forma cosmetica con il corrispondente livello di esposizione.
*Per approfondire l’argomento leggi l’articolo su Puntoeffe.

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