15 Novembre 2017 ~ 0 Commenti

Aumento esponenziale di allergie da contatto

A causa dell’ aumento di inquinanti ambientali, cosmetici e bijoux, sono in forte aumento le dermatiti ed eczemi allergici , specie per la presenza del Nichel. Questi sono i dati che trapelano dal 56 esimo Congresso Nazionale ADOI in corso a Roma. Le dermatiti atopiche e gli eczemi rappresentano il 19%, ovvero uno su cinque delle patologie dermatologiche in medicina generale e addirittura il 30% delle patologie dermatologiche.

Il professore Antonio Cristaudo, uno dei Presidenti del Congresso, spiega che il contatto con gli allergeni e gli irritanti aumentata l’incidenza di dermatiti ed eczemi e si tratta di patologie fortemente invalidanti, che incidono anche sulla sfera emozionale e relazionale dei pazienti. I ritardi nella diagnosi e la mancata afferenza a centri specialistici qualificati, inoltre, sono fattori che rischiano di cronicizzare la malattia, aumentare il rischio di effetti collaterali e accrescere i costi di gestione.

Farei una postilla, anche noi farmacisti dobbiamo ricordarci che in casi come questi è meglio rimandare a uno specialista, prima di fare diagnosi affrettate, non prima di aver consigliato almeno una detersione con detergente oleoso e dermocosmetici antiprurito.

In particolare, le dermatiti da contatto vedono nell’ambiente circostante una minaccia importante , con una prevalenza stimata tra l’uno e il 6% , destinata ad aumentare, a causa della continua emissione nell’ambiente sul mercato di nuove molecole non sempre testate a livello cutaneo. Come il nichel, che è responsabile di dermatiti allergiche da contatto in circa 1-3% degli uomini e sino al 15% delle donne, provocate principalmente dal contatto con oggetti di bigiotteria.

Fra le dermatiti da contatto, un ruolo importante spetta alle forme professionali, che in Italia rappresenta Addirittura il 29% delle patologie professionali denunciate nel settore dell’Industria e dei servizi. Da recenti analisi condotte dall’Unione Europea si attesta che l’eczema professionale ha un costo stimato di circa 600 milioni di euro l’anno, a causa dei circa 3 milioni di giorni di lavoro persi.

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