27 Aprile 2017 ~ 0 Commenti

Blogger anche noi? No grazie

Facevo questa considerazione: questo è un blog di cosmesi, vero, ma io per niente mi sento una blogger. La realtà è che non lo sono. Qualche anno fa mi è stato chiesto di scrivere periodicamente su farmacista33 articoli inerenti l’argomento di cui mi occupo più spesso, ovvero la dermocosmesi. Ed allora lo faccio con passione ed entusiasmo come ho sempre fatto quando devo scrivere. La questione è che più mi informo, sfoglio internet, guardo blog di cosmesi, più non voglio assolutamente essere paragonata a questo tipo di informazione, o per meglio dire disinformazione. Le blogger oggi vendono cosmetici, sono pagate dalle case cosmetiche, fanno blog pieni di banner pubblicitari, non fanno nulla se non dietro compenso. La purezza dei primi tempi non esiste. Ieri sera Clio make up, la più famosa di queste blogger, ha postato il primo video con cui tanti anni fa si presentava al suo pubblico: impacciata e timida, era sicuramente più spontanea e vera. Oggi tutto quello che dice è sottoposto a contratto e ad una attenta valutazione di uno staff di persone. I milioni di ragazzine che seguono Clio possono star certe che non tutto quello che Clio dice essere valido e da comprare, in realtà lo è. La mia considerazione e forse banale, forse anacronistica, ma visto che spesso vengo descritta come blogger, quello che mi preme fare è ribadire che io sono tutt’altro che blogger. Una delle prime cose che mi ha insegnato Giorgio Albonetti, Presidente ed Editore per il quale scrivo, è di rimanere indipendente. È ovvio che anch’io ho le mie case cosmetiche preferite, quelle che non sopporto, e quelle che proprio mi rimangono indifferenti. Ma non ne parlo, se non per ragioni che vanno oltre le dinamiche commerciali. In fondo mi occupo di cosmetici da oltre 15 anni, scrivo sui giornali da quasi 20 anni, e posso permettermi di essere abbastanza preparata da non dover citare alcun marchio per parlare seriamente di dermosmetici. Chi vi racconta che dovete diventare come le blogger, fa lo stesso errore di chi dieci anni fa diceva che dovevamo diventare in farmacia come i supermercati. Noi siamo professionisti del farmaco, professionisti di cosmesi, e non dobbiamo assoggettarci a nessun’altra figura commerciale. Blogger comprese. 

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