Cellule staminali vegetali: facciamo chiarezza!
Un po’ marketing, un po’ di verità. Cerchiamo di addentrarci nel fantastico mondo delle cellule staminali: ad ascoltare la pubblicità potrebbero sembrare il miracolo del 21esimo secolo!
Sia gli animali sia i vegetali possiedono cellule staminali. Si tratta di cellule non ancora differenziate e in grado di riprodursi in maniera illimitata per generare altre cellule. Queste possono restare perfettamente identiche alle originarie e, quindi, rimanere staminali, oppure differenziarsi e specializzarsi per svolgere una determinata funzione. In particolare, le cellule staminali epidermiche sono situate nella parte basale, in una zona chiamata niche. Quest’ultima subisce un forte danneggiamento durante l’esposizione ai raggi solari. Infatti, uno degli effetti nocivi da photoaging è proprio la riduzione del turnover cutaneo: le cellule nuove si formano più lentamente e con maggiore difficoltà.
Le cellule staminali vegetali hanno una particolarità rispetto a quelle animali; infatti, anche negli esemplari adulti esistono tessuti, definiti meristematici, le cui cellule sono in grado di dare origine ai diversi tessuti della pianta. In pratica, i meristemi sono un insieme di cellule embrionali non differenziate. Le cellule meristematiche possono essere riprodotte e coltivate in vitro in laboratorio. Le colture cellulari consentono di controllare i parametri di crescita stimolando in esse anche l’accumulo di specifiche sostanze funzionali di interesse cosmetico. In tal modo si ottengono estratti vegetali caratterizzati da una composizione e una concentrazione di molecole definite e riproducibili; inoltre, non contengono né pesticidi né altri inquinanti potenzialmente presenti negli estratti ottenuti dai comuni vegetali non coltivati nelle condizioni di laboratorio.
Gli ingredienti cosmetici ricavati dalle colture di cellule staminali si suddividono in due categorie:
. la prima è ottenuta dalla dispersione di intere cellule staminali vegetali in glicerolo. Essa contiene tutte le sostanze prodotte dalle cellule staminali, come i polisaccaridi, i fitosteroli e gli aminoacidi ad azione idratante, nutriente e stimolante;
. la seconda si ottiene per omogeneizzazione e filtrazione della massa cellulare, che permette la completa fuoriuscita delle molecole utili dalle cellule. Il filtrato viene concentrato per rendere ancora più attive le sostanze funzionali cosmetiche.
Le colture di cellule staminali contengono un complesso di sostanze che comprende sali minerali, zuccheri, proteine, fenoli, aminoacidi, lipidi ed è in grado di proteggere la pelle e quindi di contribuire efficacemente alla prevenzione dell’invecchiamento. All’effetto cosmetico generale sopra descritto per le cellule staminali vegetali, se ne affiancano altri specifici, a seconda delle caratteristiche del vegetale di origine e della metodologia di coltura sviluppata in laboratorio.
Alcuni esempi riguardano le colture di cellule staminali di Budleja davidii che hanno una spiccata attività antiossidante, antinfiammatoria e fotoprotettiva. L’impiego topico si è mostrato efficace nell’inibire la sintesi di alcune metalloproteinasi e utile per ridurre i danni da esposizione ai raggi UV. L’estratto di cellule staminali ricavate dalla sequoia ha la capacità di stimolare le integrine del derma, ricompattando la matrice extracellulare. Dalle cellule di Malus domestica, una varietà di mela svizzera che si conserva fresca per lungo tempo dopo la raccolta, si ottiene un potente antiossidante.
Fonte: Giulia Penazzi, farmacista cosmetologa

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