Che confusione! Tra salute, mode e marketing non si capisce piu nulla
Leggo un articolo su un nuovo prodotto lanciato sul mercato, trattasi di smalto vegano. Nell’articolo, che potete leggere interamente sul sito della Stampa, leggo testualmente: ciò che differenzia questo tipo di smalto da quelli tradizionali è la composizione di origine esclusivamente vegetale. Questo vuol dire che al loro interno non potrà essere rinvenuta alcuna traccia di sostanze come formaldeide, toluene e DBP. Che in poche parole significa che non sono tossici.
Allora fatemi capire non sono tossici perché la composizione è di origine esclusivamente vegetale, ma cosa c’entrano il toluene e DBP, passi la formaldeide, con l’origine animale di queste sostanze?
Non sono tossici perché non contengono questo tipo di sostanze, ma sono almeno 10 anni che in farmacia vendiamo smalti per le unghie che non contengono queste sostanze! E a occhio, non credo che gli smalti che vendiamo contengano degli estratti di mucca o di formica africana. Insomma è un po’ difficile per chi non se ne intende, distinguere attualmente che cosa c’è dietro a questi lanci di prodotto. C’è davvero un attenzione alla salute, o e soprattutto marketing? Io una risposta ovviamente ce l’ho, voi dovete darla a voi stessi e convincere anche i vostri clienti che non è tutto salutare e a beneficio del benessere quello che la pubblicità attualmente vuol far credere. Lo yogurt per il colesterolo, se mi permettete, ne è un esempio lampante.
Per quanto riguarda la cosmesi, a maggior ragione, si cercano sempre più sensazionalismi, perché ormai c’è tutto di inventato. E allora lo smalto non testato sugli animali, dovrebbe essere oggi quello più venduto: ditemi un po’, secondo voi da quanto non si fanno test sugli animali in tutta Europa, lo sapete com’è la legge e quanto parli chiaro, vero? E allora perché tutta questa enfasi sul cruelty-free e sul vegetale? Semplicemente per vendere di più.
Poi si creano confusione e allarmismi, e le persone se vedono qualcosa di cui la pubblicità o la blogger non ha parlato, si allertano subito e pensano che quel prodotto abbia ucciso chissà quante scimmiette con attaccati gli elettrodi al cervello.
Siamo in un mondo in cui l’allarmismo crea delle vittime, basta guardare al numero dei vaccini che il decreto del Ministero ha reso obbligatorio ultimamente, per capire che l’Italia passa da un eccesso all’altro. C’è un vaccino contro la stupidità?

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