Cosmetici da mangiare! Quando dagli alimenti si ottengono cosmetici di qualità
Bello e risaputo: tanti alimenti hanno proprietà importanti per la pelle e i capelli. Ma al di là dei metodi casalinghi per ottenere uno scrub al sale o uno shampoo all’uovo, l’industria della cosmesi ha un interesse crescente per il mondo alimentare. Vuoi per la crescita della richiesta ‘green’, vuoi per i costi di produzione, si affacciano nel panorama cosmetico interessantissime novità : “Negli ultimi anni il mondo della cosmetica ha dimostrato una forte propensione verso un migliore utilizzo delle risorse – spiega Mariella Bleve, una dei soci fondatori e amministratrice di EticHub, spin-off dell’Università di Pavia nato nel gennaio 2013, per garantire efficacia, sicurezza, qualità e sostenibilità del prodotto finito –. Sono stati così avviati gli iter necessari ad acquisire brevetti ad hoc per l’estrazione di principi attivi idonei alla successiva produzione di prodotti cosmetici. Spesso infatti, come nelle acque di vegetazione delle olive o nella buccia d’uva, sono presenti polifenoli di grande interesse per la loro azione cosmetica, ricca di proprietà antiossidanti, quindi antiage”.
Ecco che in Europa ci sono aziende che producono con successo smalti per unghie a base di mais, soia e patate. “L’idea è nata anni fa quando ho scoperto di aspettare un bambino – ha dichiarato la creatrice di uno di questi smalti –. Ho modificato le mie abitudini quotidiane con il cibo, il vestire, la cura di me stessa. Non volevo trasmettergli sostanze negative già nella pancia. Ma come fare per le unghie? Nelle lacche per le mani l’opzione natural non c’era”. Così, dopo tre anni di sperimentazioni, è nata la linea Kure Bazaar, 40 tonalità realizzate per l’85% con ingredienti naturali. Oggi il brand esporta in quasi 20 Paesi.
Anche in Italia,ci sono smalti che hanno altissimi percentuali (fino all’’87% ) di derivati dalla lavorazione di pasta di legno, cotone, mais, manioca. Purtroppo per le farmacie, ma fisiologicamente capibile, canali principali di vendita sono quelli professionali (centri estetici e saloni di bellezza), oltre alle profumerie e al sito di e-commerce.
E ovviamente gli scarti alimentari servono anche per creare il packaging, anche qui molto spinto dal marketing verso un progetto sempre più votato al green. Allora arrivano i flaconi fatti con bioplastiche, dove i biopolimeri impiegati sono derivati da scarti di lavorazione agricola come canna da zucchero e mais, ma anche cellulosa, come gli acetati.
Fonte: Il sole 24 ore

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