23 Marzo 2015 ~ 0 Commenti

Dal Cosmoprof la conferma: segno + per la cosmetica in farmacia

Stando ai dati aggiornati, presentati dal Centro Studi di Cosmetica Italia lo scorso fine settimana al Cosmoprof di Bologna, chi aprisse oggi un centro estetico o investisse in un salone di acconciatura sarebbe un irresponsabile. Sono questi infatti i canali distributivi della cosmesi che registrano il calo maggiore: parrucchieri -3,6% ed estetiste addirittura -3,6%. Se una estetista guardasse i dati del mercato, forse potrebbe proporsi per lavorare in erboristeria (+ 2,4%) in crescita costante negli ultimi anni. O ancor meglio in farmacia (+ 1,1%) che continua, nonostante crisi e controcrisi ad erodere quote importanti di mercato dagli altri comparti. Per la cronaca, il mercato cosmesi della farmacia vale 1.776 milioni di euro ed incide oggi per il 18,9% sul totale del mercato nazionale. Estetiste e parrucchieri, per inventarsi un nuovo lavoro remunerativo potrebbero pensare oggi alle vendite dirette (a domicilio e per corrispondenza) che registrano una crescita superiore alla media (+2,8% per un valore vicino ai 540 milioni di euro), continuando il trend positivo degli ultimi esercizi. Sconsigliamo, visti i dati, la ricerca del lavoro in profumeria, ancora in calo (-2,5%) per un valore di 2.059 milioni di euro. Le vendite nella grande distribuzione, che rappresentano oltre il 40% dei consumi del settore, restano sostanzialmente stabili, con un valore che nel 2014 si avvicina ai 3.800 milioni di euro; va osservato che all’andamento più rallentato delle grande superfici si affiancano la crescita e il dinamismo dei negozi monomarca e delle superfici specializzate. «I dati per canale e prodotto – commenta Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia – confermano, ancora una volta, la crescita diffusa di una settore caratterizzato da livelli di eccellenza produttiva e commerciale, confermando il peso di un comparto rappresentativo del Made in Italy. La solidità della filiera esprime capacità e valori imprenditoriali che sono elementi di tenuta competitiva in Italia e nel mondo».

 I consumi di cosmetici in Italia comunque calano: i dati relativi al 2014 parlano di 9.400 milioni di euro con un calo marginale dell’1,4%: diminuiscono gli acquisti in valore, non quelli in volume. Le esportazioni, +4,9% per un valore vicino ai 3.335 milioni di euro, per fortuna continuano a sostenere la produzione, in crescita dello 0,8% rispetto al precedente esercizio per un valore di fatturato di 9.355 milioni di euro; una conferma dell’alto livello di innovazione delle formulazioni e del servizio delle imprese produttrici che viene riconosciuto all’offerta italiana.

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