05 Dicembre 2016 ~ 0 Commenti

Destrutturazione del reparto

Qualche tempo fa, vi ho descritto un modello di farmacia innovativo che comporta, tra le altre cose, una visione rivoluzionata  anche del reparto dermocosmetico.

In pratica, il modello espositivo, prevede non più la scomposizione del reparto tramite le classiche discese per azienda, ma ogni modulo viene dedicato a una esigenza: c’è così la parte dedicata alla idratazione, all’antietà, al corpo, alla pelle secca e sensibile, al trucco, ai solari e anche alle problematiche specifiche, come couperose e discromie. 

Vi dicevo, nel precedente post, che non ero convinta di questo modello espositivo, per svariate ragioni, prima delle quali la confusione creata da un gran numero di esigenze e il poco spazio a disposizione di solito nelle farmacie, che impone in realtà uno schema poco elastico. Secondo me è molto difficile razionalizzare tutte le esigenze esponendo i prodotti cosmetici adeguati. 

Mi chiedevo anche come un cliente abituato ad utilizzare i prodotti di una determinata marca possa focalizzare la sua attenzione sull’esigenza, anziché cercare visivamente ciò che ha sempre utilizzato. 

Per me rimangono questi dubbi, però poi ho anche detto che, come ho sempre fatto io nella mia farmacia, alcune esigenze della pelle devono essere slegate dal concetto di marca: vedi ad esempio i prodotti corpo e prodotti capelli, i solari e il trucco. 

Ma questo nelle farmacie evolute si è sempre fatto.  Mi è capitato recentemente di vedere altri modelli espositivi per esigenza e parlando con la dottoressa del reparto ho percepito un’altra delle criticità che vi avevo in parte già espresso:  esponendo per esigenza e non per marca, chi vende deve avere una formazione decisamente approfondita della Dermocosmesi e delle soluzioni possibili da consigliare al cliente,  deve conoscere perfettamente i prodotti e dove andare a cercare tra le varie soluzioni possibili. Se poi c’è una prescrizione su ricetta di un cosmetico, noi dobbiamo conoscere a che cosa serve quel cosmetico, per cercarlo se non ne conosciamo il nome. 

Può essere una cosa positiva quindi la modalità di esposizione per esigenza, che io non accentuerei mai fino a rendere la Farmacia tutta in questa nuova concezione. Se fosse per me, lascerei le marche che decidiamo di trattare nella farmacia e opterei, spazio permettendo, di delineare le discese con le esigenze più importanti e più richieste dal nostro target di clienti. 

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