Focus su Farmacista Oncologico/a
Continuano le interviste a Farmacisti/e che hanno sviluppato competenze specifiche. Oggi parliamo con la Dott.ssa Eleonora Benedetti, Farmacista Oncologica.
D. La Farmacia può diventare un importante punto di riferimento per il paziente oncologico, in particolare in quali ambiti?
R. Le farmacie, essendo così ampiamente distribuite sul territorio, possono e devono diventare un approdo sicuro per il paziente oncologico, per sostenere e dare risposte alle domande che la persona avrà nel periodo di cura e anche dopo.
Il farmacista è una figura professionale facilmente reperibile e viene interpellato per tutte quelle problematiche semplici, apparentemente banali, ma che hanno un forte impatto sulla quotidianità e la qualità di vita dei pazienti.
Negli anni passati, di cancro o si guariva o si moriva, mentre ad oggi, grazie ai progressi fatti nell’ambito delle terapie oncologiche, è possibile cronicizzare la malattia e conviverci per anni come si fa con l’ipertensione o il diabete.
Ecco che non vedremo più in farmacia il paziente oncologico solo durante le prime chemioterapia o radioterapia, per aiutarlo a prevenire e gestire gli effetti collaterali di queste…, lo vedremo anche per un periodo di tempo più lungo per patologie stagionali o altro durante il quale avrà l’esigenza di valutare interazioni farmacologiche tra le sue terapie e i farmaci da banco o integratori.
D. Per poter essere un riferimento utile e concreto per il paziente oncologico, il Farmacista deve però formarsi, giusto? Ci può raccontare il percorso da lei intrapreso?
R. E’ assolutamente vero, la formazione alla base di tutto! Purtroppo la preparazione ricevuta in ambito accademico è insufficiente, è distante dalla formazione necessaria per essere d’aiuto ai pazienti oncologici al banco, inoltre per l’ambito oncologico la formazione vale il triplo perché va detto, c’è una sorta di timore reverenziale nei confronti del cancro, noi professionisti abbiamo paura di sbagliare e di dare risposte errate ai pazienti oncologici (come se sbagliare con un diabetico fosse una bella cosa) perciò spesso rimandiamo i pazienti al medico curante che rimanda l’oncologo e così via. Prendiamo in carico le necessità di questo tipo di pazienti, non li abbandoniamo in un momento così delicato della loro vita. La responsabilità di trovare risposte è nostra, abbiamo il dovere di formarci per essere professionisti all’altezza della situazione. Io, personalmente, ho frequentato la scuola di specializzazione di Edra (scuola di alta formazione per l’assistenza al paziente oncologico the ospedalizzato) ma esistono anche dei corsi più snelli e smart che danno degli strumenti pratici per prendersi cura del paziente oncologico al banco della farmacia un esempio è il corso FAD cosmesi per pazienti oncologici dedicato a farmacisti medici e dermatologi al quale ho partecipato in qualità di docente insieme alla dottoressa Camilla Crescentini, Farmacista Cosmetologa Formulatrice e alla Dottoressa Giulia Penazzi, responsabile scientifica e ideatrice del corso per edracorsi.
D. La cosmesi, fino a qualche anno fa percepita come un “di più non essenziale nella nostra vita” può, in alcuni casi, addirittura cambiare le prospettive di un paziente in terapia migliorandone la qualità di vita e lo stato fisico, ma non solo, è un importante sostegno anche psicologico. Ci può raccontare la sua esperienza in merito a questo ambito?
R. Prendersi cura del proprio corpo è tutt’altro che frivolo. Attraverso la mia esperienza sul campo posso dire che curando il corpo si cura anche l’anima. La maggior parte delle donne con cui ho a che fare ha subìto una vera e propria mutilazione della propria femminilità attraverso mastectomia, o altri interventi, che hanno provocato gonfiore, linfedema, alopecia o rash cutanei. La loro vita è cambiata radicalmente eppure la cosa che crea più disagio è il non riconoscersi allo specchio, vedere riflessa l’immagine di una sconosciuta. Per poter ritrovare un nuovo equilibrio è importante recuperare integrità tra mente e corpo. Per riuscire a fare pace con quel corpo che idealmente le ha tradite, attraverso lo sviluppo del tumore ed una così radicale trasformazione, occorre sì tempo, ma anche una strategia di supporto. Attraverso l’applicazione dei cosmetici le pazienti inanzitutto prendono contatto con se stesse toccandosi, e riscoprendo le nuove forme. Molte donne all’inizio fanno fatica a lavarsi il cuoio capelluto glabro o non riescono a toccare le cicatrici poi, attraverso ad esempio l’applicazione di un olio ricco di vitamina e e l’auto massaggio connettivale, vengono superati questi blocchi. Curare il proprio aspetto fisico con prodotti dermocosmetici, o applicando del make-up, serve alle donne per vedersi meglio; così, migliorando la propria autostima, le pazienti si sentiranno veramente meglio.
Grazie Dott.ssa Eleonora per l’esempio di professionalità e umanità 🙂

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