24 Luglio 2023 ~ 0 Commenti

Ingredienti cosmetici da up-cycling

 Fonte immagine: AgriFoodToday

Di up-cycling ne abbiamo già parlato più volte in questo blog. Up-cycling è la possibilità concreta di andare oltre il discorso di economia circolare zero-waste, che permette addirittura di creare un valore aggiunto ad un prodotto di scarto con il risultato di una materia prima di valore, non solo per la sua funzionalità, ma anche a livello ambientale.
Per quanto riguarda il settore cosmetico è soprattutto dalla filiera agro alimentare che si ottengono ingredienti funzionali interessanti. In Europa la produzione di sottoprodotti agroalimentari è stimata intorno ai 250 milioni di tonnellate all’anno. In Italia* la maggior parte di questi rifiuti è costituita da sottoprodotti dell’industria di trasformazione dei cereali (11 milioni di ton/anno), della vinificazione (2,3 milioni di ton/anno) e della produzione di olio d’oliva (1,2 milioni di ton/anno).
Questi scarti alimentari sono ancora ricchi di sostanze funzionali come polifenoli antiossidanti, Vitamine, minerali, acidi grassi, prebiotici, pigmenti, etc. che possono risultare molto utili per i cosmetici.
Vediamo quali sono le principali fonti degli ingredienti cosmetici di up-cycling.
Frutta: bucce, noccioli, semi, acqua e polpa della frutta. Le bucce, spesso non edibili e quindi scartate dall’industria alimentare, contengono molecole attive in alta concentrazione, in certi casi anche maggiore di quella presente nella polpa, come accade per l’uva o per la mela. Dagli scarti della lavorazione dei succhi di frutta, della produzione del vino o delle marmellate si ottengono così ingredienti cosmetici funzionali utili come il resveratrolo antiossidante dall’uva, olio essenziale e pectina dalla buccia di limone, antiossidanti dalla mela.
Sempre dalla frutta, in particolare dai semi o noccioli, per l’industria cosmetica si possono ottenere delle farine, degli oli, oppure dalla frantumazione della parte legnosa si ricavano microgranuli utilizzati per gli scrub viso e corpo.
Un altro esempio di up-cycling riguarda la sostituzione dell’acqua della formulazione cosmetica con liquidi da riciclo provenienti dalla lavorazione della frutta, ad esempio di melograna, clementina e mela, che unisce un altro caposaldo del green beauty: le formule waterless, che punta non solo sul risparmio dell’acqua ma sulla sua sostituzione con un ingrediente funzionale attivo e di valore ambientale.
Dalla verdura, soprattutto dalle parti non commestibili come bucce, foglie, gambi o steli, si ricavano vari ingredienti come la betaina dalla barbabietola, il licopene dalle bucce e dai semi di pomodoro, l’inulina dalla cicoria e tanti altri.
Oltre al settore agroalimentare si cercano altre possibilità di up-cycling di materiale di scarto per produrre ingredienti funzionali cosmetici. Ad esempio, da uno studio pubblicato su pubmed** sono state ricavate interessanti molecole antiossidanti dalle infiorescenze di tabacco considerate uno scarto pre-raccolta.
Alcuni brand cosmetici puntano la loro forza di marketing proprio su un particolare ingrediente di up-cycling, magari creato appositamente per loro.

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