Le politiche aziendali sono a favore della farmacia?
Leggendo questo titolo sono certa che molti di voi avranno pensato: certo che si! Ci guadagnano vendendo i loro prodotti in farmacia, perché dovrebbero andare contro di noi. Ecco appunto, perché dovrebbero.
Sempre più spesso invece si riscontrano tecniche e metodologie per le quali una farmacia viene preso come vetrina aziendale, che serve solo a dare un tono e una autorità a un certo prodotto per essere sdoganato. Il passo successivo è quello di proporre su internet sconti migliorativi rispetto a quelli del negozio fisico, di dare modo al cliente di bypassare la farmacia .
Questo succede ad esempio per alcuni integratori che vengono venduti in farmacia, ma nei foglietti illustrativi ci sono sconti e contatti per poter comprare quel prodotto una seconda volta a un prezzo migliore, direttamente dall’azienda.
Un gioco molto sporco, che ci dovrebbe fare indignare.
La stessa cosa avviene in ambito dermocosmetico, quando le aziende, pur di raccogliere dati sulla clientela propongono uno sconto successivo all’acquisto in farmacia se si compila un format. O ancora, la ditta propone al cliente attraverso la farmacia di comprare un secondo prodotto a prezzo scontato caricando sul sito aziendale la prova d’acquisto in farmacia della prima scatola. Questi metodi allontanano il cliente dalla farmacia e danno l’immagine di un’azienda che fa sconti è una farmacia che invece guadagna alle loro spalle.
Sinceramente mi sono un po’ stancata di queste metodologie e percepisco nelle grandi aziende una difficoltà a mantenere il punto in farmacia. Nel senso che il farmacista sempre meno si piega queste logiche aziendali e fa fatica ad acquistare i quantitativi che in passato l’azienda riusciva a piazzare con molta più facilità.
Non è un caso che i prodotti a marchio siano in forte crescita.
Le aziende dovrebbero tornare a fare le aziende com’era un tempo. Senza cercare di scavalcare quella figura che, purtroppo per loro, esisterà sempre, ovvero il farmacista.

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