09 Settembre 2014 ~ 0 Commenti

Proposta di legge sulla cosmetica green

E’ di pochi giorni fa la notizia secondo cui in Australia il ministro Rob Stokes ha chiesto ufficialmente il divieto nazionale di vendita e produzione di prodotti cosmetici contenenti micro-perle di plastica «che uccidono gli uccelli marini e vengono ingerite dalla vita marina, eliminandoli entro il 2016. L’australiano ha spiegato: «Le micro-plastiche misurano meno di 5 mm, sono fatte di plastica non biodegradabile e presenti in molti prodotti come shampoo, esfolianti e gel doccia, dai nostri lavelli scendono  direttamente nell’oceano. Una volta che gli uccelli marini ingeriscono le micro-particelle questo può portare a ostruzioni, soffocamento e fame. Quando le micro-plastiche  entrano nell’ambiente marino, a causa delle loro piccole dimensioni e della capacità di galleggiare, è improbabile che non possano mai degradarsi completamente. Gli scienziati di tutto il mondo sono preoccupati per le implicazioni per la salute per gli esseri umani che mangiano pesce contaminato dalla micro-plastica».

E In Italia cosa succede? Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera ha presentato ad agosto 2014 il progetto di legge ‘Disposizioni concernenti la certificazione ecologica dei prodotti cosmetici’ (AC 106) in collaborazione con Skineco, associazione internazionale di ecodermatologia. Sempre di più questi argomenti salgono alla ribalta delle cronache e l’ecosostenibilità sarà un tema importantissimo nei prossimi anni, a partire dall’alimentazione e da tuto quello che ci circonda e che quotidianamente usiamo, cosmetici compresi. Cosa ne pensate voi di questo testo di proposta di legge??  

“Creme solari abonzanti e protettive, creme per il viso anti-età, latti idratanti e detergenti, shampoo, balsamo e gel per capelli, creme da barba, lozioni per il corpo e trucchi: ogni giorno usiamo enormi quantità di prodotti per la cosmesi (circa 2 milioni di tonnellate in tutta l’UE) eppure in Italia non esiste legge che preveda di ‘misurare’ cosa e quanto finisce nell’ambiente, fiumi e mari innanzitutto. Si tratta di una proposta che va in direzione di una maggiore tutela dell’ambiente e della salute e che mira anche a rafforzare una filiera virtuosa, che puntando su ricerca e innovazione potrebbe diventare uno dei nuovi campi di azione della green economy e della chimica verde. Il progetto di legge, sottoscritto da molti deputati,  istituisce un marchio italiano di qualità ecologica dei cosmetici e prescrive che ogni prodotto abbia un ‘dossier ecologico’ in cui sia specificata la composizione e la quantità di sostanze non biodegradabili o che possano avere impatto su acqua e ambiente e il tipo di imballaggio. Sono inoltre indicate le sostanze dannose per la salute o l’ambiente che non possono essere presenti in un prodotto per poter ottenere la certificazione ecologica”. (Fonte Agenparl)

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