04 Marzo 2021 ~ 0 Commenti

Quando si dice che un cosmetico è buono … da morire …

Al giorno d’oggi, con l’attenzione sulla sicurezza degli ingredienti, obbligatoria per Legge, aver paura della tossicità di un prodotto cosmetico è davvero un controsenso. Ma in passato non era così, addirittura si utilizzavano cosmetici a dir poco … letali!!!

Nei tempi antichi, tra i Romani, si diffusero le ciprie schiarenti per ottenere un incarnato pallidissimo a base di biacca, un composto di piombo che poteva essere causa di morte per intossicazione da accumulo nel corpo. Nel periodo Barocco iniziarono a comparire le prime maschere o impacchi, e non era raro trovare il sublimato di mercurio tra gli ingredienti, utilizzato per ridurre le rughe e, come effetto collaterale arrivava ad annerire i denti. Nella seconda metà dell’800, gli ombretti potevano contenere qualcosa come polvere di piombo o solfuro di antimonio, mentre i rossetti solfuro di mercurio.

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E non finisce qui, dopo le scoperte sulla radioattività dei coniugi Curie, i materiali radioattivi ebbero un successo così incredibile, che verso la fine degli anni ’20 il radio era visto come un materiale miracoloso da associare a qualsiasi prodotto, in pratica tutto doveva essere radioattivo. I beni commerciali a base di radio erano diffusissimi, dall’abbigliamento alle bevande, fino ai medicinali. In Francia nacque una linea cosmetica chiamata Tho-Radia, a base di torio, un altro metallo radioattivo. E quindi rossetti, ciprie, creme per il viso e addirittura dentifrici erano tutti radioattivi. E le persone utilizzavano sulla loro pelle prodotti radioattivi di una tossicità mortale.

E pensare che noi oggi cerchiamo i prodotti senza paraffina ….

 

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