Stefano Fatelli alla guida del gruppo Cosmetici in farmacia per lui ecco la nostra domanda…
Il 2014 si è chiuso con l’avvicendamento alla guida del Gruppo Cosmetici in Farmacia ( il gruppo che racchiude le aziende produttrici e distributori di cosmetici in Italia) da Vincenzo Maglione (Rottapharm) a Stefano Fatelli (DIFA Cooper). Lo abbiamo intervistato (troverete domande e risposte su uno dei prossimi numeri di Punto Effe) e vi riporto qui la domanda che, da parte mia, non poteva mancare. Molto interessante e confortante la sua risposta, specie per ciò che riguarda il claim del ‘non testato su animali’.
Dottor Fatelli, ultimamente si parla molto di controllo dei cosmetici: le definizioni di green e gli abusi dei termini ‘senza’ ‘non testato su animali’ che la Commissione Europea ha già segnalato e messo in risalto (Nell’Official Journal of the European Unionin appare scritto: Claims for cosmetic products shall be objective and shall not denigrate the competitors, nor shall they denigrate ingredients legally used). Anche in farmacia si vendono prodotti con claims simili, ‘senza nichel, senza glutine…. prenderete decisioni in tal senso?
In applicazione a uno dei requisiti del Regolamento 1223/2009 sui cosmetici, la Commissione europea ha pubblicato nel luglio 2013 un Regolamento che stabilisce i criteri comuni per la giustificazione delle dichiarazioni utilizzate in relazione ai prodotti cosmetici. Quello della CORRETTEZZA dei claim è uno dei 6 criteri adottati, accanto a conformità alle norme, la veridicità, il supporto probatorio, l’onestà, le decisioni informate. La Commissione europea sta proprio ora lavorando alla definizione di criteri ulteriori e di maggior dettaglio. Tra questi ci saranno proposte sull’impiego dei claim “free of”, così da garantirne l’eventuale impiego in conformità ai 6 criteri comuni già pubblicati. È compito di Cosmetica Italia, e all’interno di essa del GCF, aiutare le imprese attraverso la condivisione delle informazioni e la creazione di una cultura volta all’applicazione di una comunicazione pubblicitaria responsabile. Per il resto, è responsabilità di ogni singola impresa definire la propria strategia di comunicazione e assumersene in toto le responsabilità, in primis la conformità della stessa ai regolamenti europei ed italiani. Un discorso a sé merita invece l’impiego del claim “Non testato su animali”. Infatti sebbene permanga il principio insito nella responsabilità della singola impresa, riteniamo che il generico claim “Non testato su animali” o “Cruelty free” di fatto non rispetti i criteri comuni, in particolare quello relativo alla conformità alle norme. Infatti, come ben sappiamo, il divieto totale di testare i prodotti e gli ingredienti per scopi cosmetici è entrato definitivamente in vigore nel marzo 2013, divenendo a tutti gli effetti un requisito di legge. Per questo il vantare l’assenza di test su animali non fa altro che richiamare un principio imposto dalla legge e per questo vietato.

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