25 Gennaio 2018 ~ 2 Commenti

Ultimo anno per la comunicazione ingannevole

Ci siamo quasi, nel 2019 ci sarà la vera rivoluzione. È infatti fissato per l’anno prossimo il termine ultimo per le aziende dermocosmetiche, per mettersi in regola e seguire la nuova normativa europea che prevede la cancellazione da tutti i cosmetici di ogni indicazione che riguardi l’assenza di sostanze , piuttosto che indicarne invece la corretta presenza e le funzionalità del cosmetico. Basta quindi al senza nichel, al senza conservanti, al senza siliconi, al senza glutine…. e noi del settore sinceramente non vediamo l’ora. Era diventato, come vi ho già raccontato tante altre volte, un altro modo che aveva il marketing per rafforzare la propria identità.

Quella che mi ha sempre fatto più arrabbiare di tutti, lo dico con chiarezza, è l’indicazione ‘senza nichel’. Ho passato anni a cercare di far capire ai clienti che i prodotti che proponevo sugli scaffali della mia farmacia erano tutti sicuri e testati anche se non vi era la scritta sulla confezione , quella che invece furbescamente riportava soprattutto una delle aziende dermocosmetiche che vende di più in italia. Anche i dermatologi sono cascati nella trappola consigliando quindi alle clienti solo maquillage senza nichel di certe ditte che lo scrivevano sul prodotto, senza però specificare che, come ovvio che sia, anche tanti altri prodotti presenti in farmacia sono stati studiati apposta per non contenere nichel, se non, come sapete, in tracce infinitesimali che non possono essere evitate, ma che non provocano allergie anche in soggetti particolarmente sensibili. Il nichel è Infatti ubiquitario e chi è allergico sa perfettamente dove lo può trovare in maggiore concentrazione e quindi evita il contatto anche con alimenti che lo contengono. Perché fa ridere che una donna utilizzi un fondotinta senza nichel e mangi invece tutti i giorni cipolle e frutta secca che contengono nichel in quantità. Ma questo è un altro discorso, quello che volevo sottolineare oggi è l’importanza di questa normativa europea che fa chiarezza sulle indicazioni del cosmetico, lasciando da parte il marketing e pulendo le diciture dei cosmetici da qualsivoglia indicazione fuorviante. Rimarrà la possibilità, ad esempio di indicare alcune caratteristiche organolettiche, quali quella del senza profumo, molto interessante e utile, ad esempio per i prodotti dei bambini. Sempre che il profumo non ci sia davvero, e non nascosto nella formulazione, ma per i prodotti europei questo rischio per fortuna non esiste.

Viva le leggi, che anche se rigide sono realmente positive per la nostra salute e la salute della nostra pelle.

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